Anziani fragili, il Lazio prova ad accelerare anche sull’affido familiare

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POLITICA – La Regione Lazio prova a cambiare approccio all’assistenza degli anziani fragili, puntando meno sulle strutture e più sulle relazioni umane.

La VII Commissione consiliare del Consiglio regionale, che si occupa di sanità e welfare e presieduta da Alessia Savo, ha infatti avviato l’esame di tre proposte di legge considerate di forte impatto sociale e sanitario. Tra queste, una delle più significative è la proposta di legge n. 215 del 12 giugno 2025, presentata dalla stessa Savo, che introduce nel Lazio la disciplina dell’affido per le persone anziane fragili.

L’idea è quella di creare un sistema di accoglienza rivolto ad anziani non autosufficienti o in condizioni di difficoltà sociale, economica o relazionale, offrendo loro la possibilità di essere accolti da famiglie, singoli cittadini o comunità disponibili a garantire sostegno, compagnia e assistenza quotidiana.

Un modello che punta a contrastare isolamento e solitudine, cercando allo stesso tempo di ridurre il ricorso all’istituzionalizzazione nelle strutture sociosanitarie. L’obiettivo dichiarato è favorire percorsi di cura più umani e personalizzati, capaci di mantenere vive le relazioni sociali e il legame con il territorio.

La proposta prevede diverse forme di supporto: dall’accoglienza temporanea a quella stabile, fino all’accompagnamento psicologico e relazionale degli anziani coinvolti. Previsti anche strumenti per favorire l’inclusione sociale e alleggerire il carico assistenziale che oggi grava su famiglie e servizi sanitari.

Nel testo trovano spazio anche criteri specifici per la selezione degli affidatari, controlli e monitoraggi affidati ai servizi sociali, oltre alla possibilità di contributi economici regionali per sostenere i progetti di affido.

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