Sanità, l’Asl Roma 5 si regge sui medici a gettone. A Colleferro carenze in pronto soccorso

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ATTUALITÀ – Nella sanità pubblica non ci sono soltanto i gettonisti esterni, ossia i medici a gettone orario presi in affitto dalle società e dalle cooperative private per andare a coprire i turni rimasti scoperti a causa delle carenze di camici bianchi nei Pronto Soccorso e negli ospedali.

Perché ci sono anche i gettonisti interni, ossia i medici dipendenti delle Asl e delle aziende ospedaliere che accettano di coprire anche turni-extra, oltre il loro normale orario di lavoro e in regime libero-professionale, con gettoni orari che vanno dai 60 agli 80 euro (fino a un massimo di 100 euro nei Pronto Soccorso). Sono chiamate “prestazioni aggiuntive”, che inizialmente erano state previste come extrema ratio per non interrompere i servizi pubblici, ma che da tempo ormai stanno diventando una sorta di rimedio abituale e ricorrente, soprattutto nelle aziende sanitarie del Lazio più sguarnite di personale.

E l’Asl più usa & “gettoni” del Lazio è la Roma 5 di Tivoli. Un’azienda ormai ridotta a un “juke-box” perché, senza l’introduzione dei gettoni orari per la copertura dei turni-extra, molti dei suoi servizi sanitari si fermerebbero. Proprio come accadeva per la musica nei vecchi bar, dove si spegneva senza l’introduzione della fatidica monetina nei mitici juke-box.

Queste prestazioni aggiuntive sono “gettonate” ogni mese, oppure con cadenza bimestrale, trimestrale e semestrale, fino alle delibere annuali. Con rinnovi quasi in quasi in automatico: ormai è una gettone-dipendenza. Senza la quale l’azienda tiburtina rischierebbe la crisi di astinenza (già scattata nel luglio 2025 per i gettonisti esterni dopo la stretta ministeriale ai nuovi appalti alle società private e alle cooperative).

UN MILIONE DI € PER 3 MESI – Ora l’Asl Roma 5, per fronteggiare la “grave carenza di medici” nei suoi 5 Pronto soccorso e nei reparti di chirurgia, terapia intensiva, nefrologia, cardiologia e medicina, ha deliberato il ricorso a queste “prestazioni aggiuntive” che, sino a fine anno, costeranno complessivamente oltre un milione di euro.

Perché, come ha scritto la stessa azienda del quadrante-Est della provincia, “permane una grave carenza di personale medico da assegnare ai Pronto Soccorso Aziendali” (510 mila € sino a fine anno), oltre che “per far fronte alle attuali problematiche delle UU.OO. Chirurgiche” (118 mila €), e per l’attuale organico del Dipartimento di Emergenza (248 mila €), che “è ancora sottodimensionato rispetto agli standard di riferimento”. Mentre nel solo reparto di Medicina dell’ospedale di Subiaco, da oltre un anno ridotto dei due terzi (sono rimasti solo 3 medici su 9), per le prestazioni aggiuntive da settembre a dicembre c’è “un impegno di spesa complessivo pari ad € 203.920”.

NEI PS GETTONISTI ESTERNI + INTERNI – Nel maggio scorso l’Asl Roma 5 ha anche deciso di aggirare il limite, imposto dal Ministero della Salute, sulle gare d’appalto per l’ingaggio dei gettonisti esterni. L’azienda ha indetto, infatti, una nuova gara da 4 milioni e 335 mila euro per noleggiare i camici bianchi di società e cooperative per coprire i turni nei suoi 5 Pronto Soccorso, dove mancano 20 medici.

“Poiché sussistono i presupposti inderogabili della grave carenza organica e dell’impossibilità certificata di utilizzare personale già in servizio, sia dipendente che in regime di convenzione- ha scritto l’Asl- si rende necessario procedere con estrema urgenza all’espletamento della procedura in forma accelerata”, per un importo “unitario a base di gara pari a € 85 l’ora”.

Il precedente appalto “per l’affidamento del servizio di guardia attiva di Pronto Soccorso diurna e notturna con turni di 12 ore per il periodo di 12 mesi e importo a gara base di gara semestrale di 2 milioni e 888 mila euro” risale invece al luglio 2025. Ora l’Asl ha scritto che c’è “l’urgenza e la necessità di ridurre il ricorso all’acquisto di turni di servizio da operatori economici” ed ha quindi stipulato “contratti libero-professionali quale extrema ratio, al fine di evitare l’interruzione di pubblico servizio, garantire la turnazione minima e prevenire gravi ripercussioni sul personale in servizio nonché sull’utenza, con conseguenti criticità nella continuità assistenziale”.

Tre contratti “di prestazione d’opera in qualità di Medici Specialisti, per un massimo di n. 38 ore settimanali e con un compenso orario pari a € 80 per un importo complessivo pari a € 78.432” sino a fine anno. Ma non basta ancora: quindi via anche all’ennesimo ricorso all’attività aggiuntiva, sino a fine anno, “per far fronte alle attuali problematiche delle UU. OO. di Medicina D’Urgenza e Pronto Soccorso nei presidi Ospedalieri di Tivoli, Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco, afferenti al Dipartimento di Emergenza, dovute alla carenza di personale medico, nonostante il parziale utilizzo di personale con contratto libero-professionale e/o di specifica Cooperativa”, ha scritto l’Asl.

Che ha aggiunto: “si rende necessario, a garanzia della copertura dei turni di lavoro e ad evitare la possibile interruzione di pubblico servizio, autorizzare il ricorso all’attività aggiuntiva anche per il periodo ottobre – dicembre 2026 considerato che l’acquisizione di Dirigenti Medici di Medicina D’Urgenza e Pronto Soccorso è quantitativamente non rispondente alle reali necessità dei 5 Ospedali aziendali”. Stessa identica cosa per “l’attuale organico afferente al Dipartimento di Emergenza: è ancora sottodimensionato rispetto agli standard di riferimento”.

E, quindi, “per far fronte alle attuali problematiche delle UU. OO. di Anestesia e Rianimazione nei presidi Ospedalieri di Tivoli (DEA I Liv.), Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco, afferenti al Dipartimento di Emergenza, dovute alla carenza di personale medico” l’Asl ha autorizzato “prestazioni aggiuntive alle UUOO di Anestesia e Rianimazione aziendali”, come già accaduto “per 1800 ore mensili per il periodo di agosto-settembre 2026”.

E, siccome “l’acquisizione di Dirigenti Medici di Anestesia e Rianimazione è ancora parziale e quantitativamente non rispondente alle reali necessità dei 5 Ospedali aziendali”, nuovo “ricorso all’attività aggiuntiva per il periodo OTTOBRE-NOVEMBRE di n. 1550 ore mensili per un totale di 3100 ore” per un “impegno di spesa pari a € 124000 mensili per un costo complessivo di euro 248.000”.

NEL 2025 +38%: QUASI 10 MILIONI – Nel 2025 le retribuzioni dei medici relative a queste “prestazioni aggiuntive”, oltre che all’intramoenia, le consulenze, le collaborazioni e convenzioni sono aumentate nell’Asl Roma 5 del 38% in un solo anno, passando dai 7 milioni e 148 mila euro del 2024 a 9 milioni e 867 mila euro del 2025 suddivisi tra circa 800 medici. Con il podio dei picchi-record annuali di 144 mila euro di retribuzione-extra per un primario otorino di Colleferro, di 120 mila euro per un medico del Pronto Soccorso di Tivoli e 111 mila euro per un chirurgo di Subiaco.

FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM

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