
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: NOI NON C’ERAVAMO martedì 13 ottobre quando alcuni studenti dei licei U. Foscolo, G. Vailati e J. Joyce hanno manifestato ad Ariccia, in Piazza di Corte, davanti a Palazzo Chigi.
NON CI STIAMO a essere rappresentati da chi in modo chiaro e inequivocabile (gli striscioni parlavano da soli) intende accodarsi alle violente proteste francesi di cui stamane, domenica 18 ottobre, abbiamo avuto contezza attraverso tutti i media.
Purtroppo ieri a Milano, Bologna, Torino e in altre città si è replicato il prevedibile film dell’orrore che vede in moltissimi casi tra i protagonisti minorenni mobilitati attraverso i social ma non solo: a galvanizzarli è un perverso e martellante indottrinamento che trova terreno fertile nelle scuole, anche per mezzo di alcuni docenti che approfittano di giovani menti in formazione per modellarle in base alle loro ideologie. Non c’è solo Christian Raimo, docente in un liceo di Roma, che ha pubblicamente dichiarato la legittimità della violenza in nome della lotta politica, la sua ovviamente, ed è ora reclutato in un partito politico di estrema sinistra.
Ci sono poi i soliti gruppi di studenti avvezzi allo scontro politico più che al confronto. Gente che impone le okkupazioni e lede il diritto allo studio di chi non le condivide.Gente che monopolizza le assemblee scolastiche e che pensa di poter parlare e decidere a nome di tutti. Lo stesso accade nelle università dove il diritto di parola è negato, dove spesso, ci raccontano i nostri amici più grandi, fanno irruzione nelle aule studenti che impongono l’interruzione delle lezioni. Di solito hanno come tratto distintivo la kefiah.
Anche nella nostra scuola, il liceo Ugo Foscolo, aleggia un’aria…sinistra.
Ne abbiamo avuto la prova nella modalità con cui si è svolta la protesta seguita a quanto si è verificato dopo il maltempo dell’8 ottobre e, ancora di più in un assurdo comunicato pubblicato dalla testata La Notizia Oggi (la nostra testata, ndr) https://www.lanotiziaoggi.it/61926/proteste-studentesche-ai-castelli-i-motivi-dei-ragazzi-del-joyce-del-vailati-e-del-foscolo/
Un testo confuso e contorto, ridicolo in certi passaggi, che esordisce rifendosi erroneamente a un “crollo di parte del tetto del Foscolo”. Non sappiamo da chi sia stata stilata questa nota stampa , non vi è alcun riferimento a comitati, gruppi o associazioni e men che meno nomi e cognomi. Eppure questi soggetti firmano in questo modo : *Gli studenti di U. Foscolo, G. Vailati e J. Joyce*.
SI SONO ARROGATI QUINDI IL DIRITTO DI RAPPRESENTARE TUTTI, FACOLTÀ CHE NESSUNO HA CONCESSO LORO.
Moltissimi studenti sono stati e sono in disaccordo con i toni di questa protesta e con gli striscioni con cui volevano veicolarla e renderla nota. Una finalità chiaramente politica, di segno preciso, lo stesso delle proteste che stanno sconvolgendo la Francia e da ieri molte città italiane, con devastazioni e saccheggi di beni pubblici e privati, con attacchi alle Forze dell’Ordine.
NOI CI DISSOCIAMO E DIFFIDIAMO CHIUNQUE DA ORA IN POI A PARLARE IN NOME DI TUTTI GLI STUDENTI e ci appelliamo ai tanti nostri coetanei che erano e sono perplessi di fronte a questi fatti violenti ma non trovano la forza di allontanarsene in modo palese o anche solo mentalmente. Vogliamo dire loro che non sono i soli, che una maggioranza silenziosa è preoccupata e scandalizzata e intende agire percorrendo una direzione differente.
Qualcuno si chiederà chi siamo: siamo studenti che studiano e vogliono continuare a farlo con serenità senza estraniarci dal confronto politico ma senza dover dosare le parole con i compagni e talvolta anche con qualche docente, pronti ad apporre marchi ed etichette, a tappare la bocca in nome dell’ ”antifascismo”. Preferiamo sfogliare i vocabolari di greco e latino più che scrollare su Tik Tok o peggio occultare qualche disagio personale convertendolo in smania di vendetta e di sopraffazione.
Non abbiamo una denominazione o uno statuto ma ci accomuna il desiderio forte di non essere e non essere considerati facenti parte di una massa indistinta di violenti che però hanno una precisa connotazione ideologica.
Non vogliamo che altri distorcano la percezione del presente e del passato impedendo l’anelito alla Verità e alla Libertà per servire agende dove sembra sia già scritto tutto, quello che possiamo essere e non essere, quello che possiamo pensare e non pensare. Sebbene siamo molto giovani, ci siamo resi conto di tante schiavitù del pensiero imposte anche subdolamente nel corso della nostra vita e purtroppo, spiace dirlo, molte sono riconducibili al contesto scolastico dove il pensiero critico è assoggettato a visioni ideologiche spacciate per assolute, giuste, inderogabili e da perseguire in tutti i modi, compresi quelli violenti.
Qualcuno dirà che esageriamo, che alla fine non è accaduto nulla a Piazza di Corte dove si sono radunati alcuni studenti davanti a Palazzo Chigi pensando forse che da qualche finestra si affacciasse Gualtieri a cui compete la manutenzione degli istituti superiori. Tuttavia la suggestione verso la lotta, il richiamo alle “barricate”, a “fare come in Francia” è chiaro.
Non siamo migliori di coloro che hanno manifestato ma siamo fortunatamente diversi e ogni nostro sforzo sarà proteso a cambiare la nostra realtà scolastica ma senza forzature e coloriture ideologiche che hanno il solo scopo di legittimare la violenza e la lotta armata.
Si diffondano dunque comunicati e appelli per mobilitare le persone, si facciano cortei e manifestazioni ma non lo si faccia a nome di tutti.
Alcuni studenti del Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale.