
POLITICA – Il sindaco di Velletri, Ascanio Cascella, interviene con una lunga nota sulla deliberazione della Giunta regionale del Lazio n. 846 del 24 settembre 2026, che riguarda il distretto sociosanitario RM 6.5. Il primo cittadino chiede di riportare la vicenda «entro il perimetro dei fatti» ed evitare ricostruzioni che giudica improprie o allarmistiche.
Dell’argomento il nostro giornale aveva dato la notizia per primi il 29 settembre. Il link:
Velletri-Lariano, la Regione interviene sul distretto sociale: nominato un Commissario ad acta
Secondo Cascella, il provvedimento regionale riguarda esclusivamente la mancata stipula della convenzione associativa tra i Comuni di Velletri e Lariano per la gestione dei servizi e degli interventi sociali del distretto.
La Regione ha disposto l’esercizio del potere sostitutivo, con la nomina di un commissario ad acta. La questione, spiega il sindaco, attiene dunque al modello organizzativo e convenzionale tra enti locali e non può essere confusa con una presunta interruzione dell’assistenza ai cittadini. La delibera, sottolinea, non afferma in alcun punto la cessazione dei servizi sociali: parlare di «blocco» darebbe una versione distorta sia del contenuto dell’atto sia della realtà.
A sostegno della sua tesi, il sindaco ha elencato i servizi attivi e garantiti dal Comune nell’ambito del distretto. Tra quelli in continuità figurano l’assistenza domiciliare diretta e indiretta, i sostegni ai caregiver, le dimissioni protette, l’assistenza ai gravissimi e ai malati di SLA, il Pronto Intervento Sociale, lo Sportello Lavoro, il Centro per le Famiglie, l’assistenza educativa domiciliare, i contributi alle famiglie affidatarie e agli ospiti delle case famiglia, le provvidenze economiche per i disagiati mentali e le attività estive per adulti con disabilità.
Tra le novità, Cascella cita i contributi per i minori nello spettro autistico della fascia 13-17 anni, attivati nel 2025, e le attività per persone con disturbo dello spettro autistico finanziate dal Fondo per l’Inclusione delle Persone con Disabilità, avviate a gennaio 2025 e ancora in corso. Sono partiti inoltre il progetto «Povertà Educativa» per i minori in strutture residenziali (2026) e «Insieme per l’Affido» con ISMA (dicembre 2025). Si sono invece conclusi, per naturale scadenza del finanziamento, i tirocini di inclusione per soggetti svantaggiati, avviati nel 2024 e terminati il 31 dicembre 2025.
Per il sindaco, il quadro dimostra che l’Amministrazione non solo ha garantito la continuità dell’esistente, ma ha anche ampliato l’offerta a favore delle fasce più vulnerabili. Da qui il dispiacere per una vicenda che definisce «tecnico-amministrativa» e che sarebbe stata raccontata come un’interruzione dell’assistenza.
Cascella non nasconde poi «rammarico e delusione» per il metodo con cui la delibera è stata costruita. Chi la legge, osserva, vi trova ricostruita una storia di silenzi e inerzie, parziale, in cui il Comune di Velletri non parla, non risponde e non propone mai. Eppure, ricorda, le numerose comunicazioni inviate agli uffici regionali e allo stesso assessore proponente esistono, sono protocollate e «nero su bianco».
Il sindaco si domanda come sia possibile che un atto di tale rilevanza, adottato da un organo collegiale su proposta formale di un assessore, non contenga nemmeno un cenno alle interlocuzioni avanzate da Velletri. Esclude che si tratti di una svista, ritenendo i funzionari che istruiscono le delibere professionisti capaci e scrupolosi, e conclude che l’omissione non può essere accidentale. Da qui le domande: quale immagine di Velletri si volesse restituire, quella di un Comune silente e inadempiente? E a chi avrebbe giovato questa omissione?
«Velletri ha parlato. Le carte ci sono», afferma Cascella, aggiungendo che i documenti «parleranno anche nelle sedi più appropriate». Il sindaco rivolge infine un invito a quanti sono intervenuti nel dibattito: prima di formulare giudizi, dovrebbero leggere e comprendere gli atti, comprese le comunicazioni tra il Comune e la Regione. Dopo questo approfondimento, dice, sarà lieto di confrontarsi nel merito e senza pregiudizi, perché la critica è legittima, ma il pressappochismo non la rende più fondata. La priorità, conclude, resta una sola: i cittadini, «tutelati ieri, oggi e domani».