Liste d’attesa nel Lazio, crollano le prenotazioni: la Asl Roma 6 finisce con i “bollini rossi”

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ATTUALITÀ – “Dica -33,3%”. Il controllo, stavolta, non riguarda il torace. Lo stetoscopio del monitoraggio delle liste d’attesa nel Lazio, infatti, segnala il -33,3% del numero di prenotazioni, nel giro di 5 mesi, per quanto riguarda gli appuntamenti per le visite specialistiche ambulatoriali e gli esami diagnostici.

E l’“auscultazione” dei dati è fornita direttamente dai Centri unici per le prenotazioni (Cup) del Lazio. Dove continua la fuga dei pazienti. Sin da quando la Regione, nel febbraio scorso, ha introdotto il “Nuovo ambito di garanzia” per effettuare le prenotazioni, infatti, continua a crollare il numero degli appuntamenti ambulatoriali, passando dalle 423mila di febbraio alle 403 mila di marzo, poi dalle 344mila di aprile fino alle 316mila di maggio.

E se nel mese di giugno il dato è sprofondato sotto quota-300 mila, con 295.985 appuntamenti, nel luglio scorso il totale delle prenotazioni è ulteriormente sceso a quota 282.046 (pari a ben 141 mila appuntamenti in meno rispetto al febbraio scorso).

I residenti del Lazio stanno tutti meglio o, invece, è peggiorata l’offerta del servizio sanitario pubblico? Perché sono in calo anche le percentuali di rispetto dei tempi d’attesa: se all’inizio dell’anno, infatti, era al 98,10%, a luglio non si è andati oltre il 93,96% (ma ad aprile era stato ancor più basso: il 90,88%).

30 “BOLLINI ROSSI” – Sono aumentati anche i “bollini rossi”: dai 23 di maggio ai 30 di luglio (ma a giugno erano stati ancor di più: 37). Il bollino rosso viene assegnato alle agende più critiche dalla stessa Regione quando “le prenotazioni entro lo standard sono minori del 50% sul totale delle prenotazioni per il periodo selezionato”. I tempi più lunghi riguardano soprattutto gli esami diagnostici, in primis le risonanze magnetiche e le Tac.

La maglia nera ancora una volta all’Asl Viterbo, con ben 9 bollini rossi, a partire dai “124 giorni d’attesa medi” prima di poter fare una risonanza magnetica del rachide sacrococcigeo (ma anche 121 per il femore e 110 per l’esame audiometrico tonale), più altri tempi non rispettati per Tac del braccio, ecografia mammella e dell’addome, risonanza del gomito e prime visite ematologica e dermatologica.

Al secondo posto della mesta classifica c’è l’Asl Roma 2 con 7 bollini rossi, a cominciare dai “127 giorni d’attesa medi” per la risonanza magnetica dei vasi intracranici (nell’Asl Roma 1 l’attesa è ancora più lunga, “149 giorni d’attesa medi”, però si tratta dell’unico bollino rosso dell’Asl più centrale della capitale) fino ai “160 giorni d’attesa medi” per un’elettromiografia semplice del capo.

Al terzo posto del mesto podio delle attese ci sono 6 aziende con 2 bollini rossi ciascuna: l’Asl Roma 3 (con “118 giorni d’attesa medi” per un’ecografia ginecologica), l’Asl Rieti (con “100 giorni d’attesa medi” per una prima visita ematologica), l’Asl Roma 5 (con “102 giorni d’attesa medi” per un’ecografia ginecologica), l’Asl Latina (con “122 giorni d’attesa medi” per una Tac del polso), l’Asl Frosinone con “163 giorni d’attesa medi” per un test cardiovascolare da sforzo e la Roma 6 (per le Tac della caviglia e del gomito.

IN CALO DEL -3% IL RISPETTO DEI TEMPI – Secondo i dati del primo bollettino Agenas sulla nuova Piattaforma nazionale, stilata dal Ministero della Salute, per quanto riguarda le prime visite, il Lazio è stata una delle 4 Regioni a registrare una percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia superiore al 90%. Però nei primi sei mesi del 2026 il dato è stato del 91,6%, in calo di 3 punti rispetto al 94,6% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Più contenuto, invece, il calo per quanto riguarda il rispetto dei tempi per gli esami diagnostici, passati dal 90,5% dello scorso anno all’89,7% di quest’anno (-0,8%).

MONITORAGGIO BLOCCATO DA 3 MESI – Ma l’Asl Roma 2 da ben 3 mesi non aggiorna più il monitoraggio pubblico dei “tempi di attesa mensili per struttura ambulatoriale” nelle sue 10 strutture. L’ultimo, infatti, risale al 18 maggio, calcolato sulla base dei dati relativi all’aprile scorso. Nel quale erano indicati ben 15 appuntamenti che rimandavano di un anno le visite specialistiche e gli esami diagnostici con ben “364 giorni d’attesa”. Oltre a 72 appuntamenti con più di “300 giorni d’attesa”, altri 99 oltre i “200 giorni d’attesa” e, infine, 116 oltre i “100 giorni d’attesa”.

FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM

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