
POLITICA – I Castelli Romani entrano da protagonisti in un nuovo progetto della Città Metropolitana di Roma Capitale dedicato alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni etnico-razziali.
Il decreto firmato dal sindaco metropolitano Roberto Gualtieri approva l’adesione dell’Ente al partenariato nazionale del progetto n. 227, “Attività di creazione di antenne di prossimità antidiscriminazione”, promosso dall’UNAR e finanziato attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.
Il progetto ha un valore complessivo nazionale di oltre 6,85 milioni di euro e punta a costruire una rete capillare di presidi territoriali capaci di offrire ascolto, orientamento, presa in carico e accompagnamento alle persone vittime di discriminazione, rafforzando contemporaneamente le competenze degli operatori pubblici e privati.
I Castelli tra le quattro aree strategiche
È proprio qui che emerge il ruolo particolarmente importante del territorio dei Castelli Romani. La proposta della Città Metropolitana prevede infatti un Centro Antidiscriminazione-HUB a Roma, affiancato da quattro antenne territoriali distribuite nelle principali aree metropolitane: Litorale nord, Litorale sud, Area dei Castelli e Area Tiberina e Sabina.
L’Area Castelli, che comprende anche i territori Prenestino e Lepino, interessa 48 Comuni e conta 40.114 cittadini di Paesi terzi. Un dato che, insieme alla presenza di presidi territoriali, ai flussi di utenza e agli altri indicatori utilizzati nella progettazione, ha contribuito all’individuazione dell’area come uno dei quattro punti strategici per garantire una presenza realmente diffusa dei servizi.
La scelta risponde a un principio preciso: non concentrare i servizi esclusivamente nella Capitale, ma portarli vicino alle persone, nei territori dove possono essere più facilmente raggiunti. L’obiettivo è superare la distanza geografica dal centro di Roma e costruire una tutela qualificata e accessibile anche nelle aree periferiche e nei Comuni dell’area metropolitana.
L’antenna territoriale non sarà semplicemente uno sportello informativo. Il progetto prevede équipe multidisciplinari composte da operatori sociali e mediatori culturali, con attività di accoglienza, valutazione dei casi, orientamento, supporto psicologico e consulenza legale, mediazione interculturale e accompagnamento sociale integrato.
Sono inoltre previste attività di formazione per operatori e cittadini di Paesi terzi, campagne di sensibilizzazione, materiali informativi multilingue e collaborazioni con scuole, università, istituzioni locali e Terzo Settore.
Per le attività di competenza della Città Metropolitana è stato predisposto un quadro economico preliminare di circa 370mila euro. La somma comprende, tra le altre voci, 200mila euro destinati alla gestione dell’HUB del Centro Antidiscriminazione, circa 25.728 euro per ciascuna delle quattro antenne territoriali, oltre alle risorse per comunicazione, monitoraggio e rendicontazione.
Il finanziamento, precisa il decreto, sarà definito e formalizzato dopo l’approvazione della proposta progettuale definitiva, mentre le attività potranno essere sviluppate attraverso percorsi di co-programmazione e co-progettazione con i Comuni, gli Enti del Terzo Settore e gli altri soggetti territoriali.