
CRONACA – Un altro duro colpo alla criminalità organizzata romana, ma stavolta a finire nel mirino non sono solo le persone: sono i soldi.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, insieme ai reparti sul territorio, hanno eseguito un sequestro preventivo urgente disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma. L’obiettivo è chiaro: togliere ossigeno economico a chi costruisce fortune su attività illegali.
Il provvedimento riguarda quattro persone attualmente detenute, tra cui due nomi di primo piano della criminalità capitolina, appartenenti al Clan Senesi. Tutti erano già finiti in manette lo scorso 5 dicembre 2025, nell’ambito di un’operazione che aveva coinvolto 14 indagati accusati, a vario titolo, di reati pesantissimi: tentato omicidio, traffico di droga, estorsioni e sequestri di persona, spesso con modalità mafiose.
Dopo gli arresti, le indagini si sono spostate sui patrimoni. Ed è qui che emergono le anomalie: beni e disponibilità economiche troppo elevate rispetto ai redditi dichiarati. Una sproporzione che ha fatto scattare la cosiddetta “confisca allargata”, uno strumento che permette di colpire ricchezze ritenute frutto di attività illecite.
Il risultato è un sequestro da oltre un milione di euro. Tra i beni finiti sotto sigilli ci sono tre auto, una moto, venti orologi di lusso, conti correnti e due cassette di sicurezza.
Durante le operazioni, i Carabinieri hanno scoperto anche altri valori non inizialmente inseriti nel decreto: somme di denaro su conti intestati alla moglie di uno degli indagati e sette orologi di alta gamma custoditi in una cassetta di sicurezza, per un valore di circa 150mila euro.
Un’operazione che conferma una linea sempre più chiara: non basta arrestare chi commette reati, bisogna anche togliere loro ciò che hanno accumulato. Perché, spesso, è proprio il patrimonio il vero motore del potere criminale.

