ATTUALITÀ – Grave carenza di personale nei Pronto Soccorso del Grassi di Ostia e dei 4 Ps dei Castelli Romani, dove l’Asl Roma 6 è ora costretta ad incrementare l’appalto dei medici gettonisti.
Anche l’Asl Roma 3 “continua a registrare persistenti difficoltà nel reperimento di personale medico da destinare alle esigenze assistenziali della U.O.C. Medicina di Emergenza-Urgenza dell’Ospedale G.B. Grassi”. E finisce per richiamare in servizio i medici in pensione dopo aver “esperito tutte le ordinarie misure organizzative e di reclutamento consentite dall’ordinamento, ivi comprese la ricognizione delle disponibilità del personale in servizio, la verifica delle graduatorie vigenti, nonché l’attivazione o la programmazione delle procedure di reclutamento ordinarie e straordinarie, senza che tali strumenti abbiano consentito, allo stato, di assicurare una copertura sufficiente del fabbisogno assistenziale presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale G.B. Grassi”.
Perché, “perdurando le criticità assunzionali presso i servizi di Medicina d’Emergenza Urgenza”, l’Asl procede con l’indizione di “una ulteriore Manifestazione di interesse, per soli titoli, con disponibilità immediata, finalizzata alla ricerca di Medici Specializzati, Specializzandi dal 1° anno, Medici Laureati con almeno tre anni e Medici collocati in quiescenza che non abbiano superato l’età prevista dalla legge per il trattenimento in servizio presso il Servizio Sanitario Nazionale”, per conferire gli “incarichi libero professionali” a gettoni da 40 a 80 euro l’ora.
L’Asl dei Castelli, invece, estenderà di un quinto l’appalto, affidato nel dicembre scorso alla ditta Medical Line Consulting per 220 mila euro, per i medici gettonisti esterni del “servizio di assistenza medica per i servizi di pronto soccorso dell’ospedale dei castelli e dell’ospedale di Anzio, per i servizi di ostetricia e ginecologia del presidio ospedaliero di Anzio e Velletri, per i servizi di pediatria e neonatologia dell’ospedale dei castelli e del p.o. di Velletri” con un aumento di spesa pari a 44 mila euro.
LA “BREAST UNIT” A VELLETRI – Protesta la Rete “No-Bavaglio” del Litorale romano perché, “dopo la chiusura del punto nascita dell’ospedale “Riuniti” di Anzio, la Asl Roma6 inaugura la “Breast Unit” a Velletri, nuovo ambulatorio per visite senologiche e prevenzione del tumore al seno. Se da un lato la comunicazione ufficiale celebra l’apertura, dall’altro le donne del litorale subiscono un ulteriore abbandono sanitario”, commenta l’associazione.
Ricordando che “2 anni fa il servizio di senologia del “Riuniti” contava su un medico che eseguiva visite e interventi; trasferito altrove e mai sostituito, oggi il presidio esegue solo mammografie ed ecografie, senza più un medico di riferimento. Invece di potenziare il servizio esistente ad Anzio, la Asl ha deciso di aprire un nuovo ambulatorio a Velletri, nonostante sia già presente a Marino e al Noc”, sottolinea NoBavaglio.
Secondo l’associazione “la chiusura del punto nascita e il mancato potenziamento dei servizi di prevenzione delineano una chiara politica di concentrazione e spartizione: i Castelli romani ricevono nuovi servizi e risorse, mentre Anzio e il litorale restano periferie abbandonate.
Intanto, al “Riuniti” l’unica cosa che è stato costruita è una pensilina di lamiera per il percorso verso il camper della Tac (per il noleggio della Tac mobile per 8 settimane l’Asl pagherà una spesa di 107.395 euro, ndr) e dei cantieri della Roma6 si è perso traccia nonostante gli annunci”, conclude NoBavaglio che “denuncerà con forza in ogni sede quanto sta avvenendo e annuncia sin da ora una mobilitazione cittadina perché la salute e la prevenzione sono diritti, non privilegi”.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM
