Rinnovo delle convenzioni tra ASL Roma 6 e le Diocesi per l’assistenza religiosa: stanziati oltre 445mila euro per i prossimi due anni

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ATTUALITÀ – Non ci sono solo i cappellani per l’“assistenza religiosa” negli ospedali di Roma e del Lazio: le aziende si avvalgono anche dell’ausilio delle suore.

Ma non si tratte delle suore-infermiere degli antichi ospedali religiosi: in questo caso, infatti, sono soltanto suore “assistenti spirituali” tra le corsie ospedaliere (ma anche per preparare le celebrazioni liturgiche, oltre che da mangiare ai cappellani che, evidentemente, non apprezzano il cibo delle mense ospedaliere…).

L’ “ASSISTENZA SPIRITUALE” – Per assicurare “una presenza discreta e umanizzante accanto ai malati ed alle loro famiglie e ad offrire loro assistenza spirituale, nel rispetto delle convinzioni religiose di ciascuno”, l’Asl Roma 2 ha stipulato una convenzione biennale con le congregazioni di suore per una spesa complessiva di 420 mila euro. Tre suore per l’Ospedale Sant’Eugenio e 4 per il Cto-Alesini (nel quale l’Asl “concede e garantisce di vivere in comunità all’interno del Presidio stesso”).

Nei 2 Ospedali le suore hanno l’impegno, secondo quanto scritto nella convenzione, di “curare la preparazione e lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche; provvedere alla pulizia ordinaria degli arredi e dei paramenti sacri e fornire ai Cappellani i pasti giornalieri che saranno consumati di norma nella saletta da pranzo attigua all’appartamento delle suore. L’ASL Roma 2 provvede al rimborso delle spese per la fornitura dei pasti ai Cappellani, con l’assegnazione settimanale di generi alimentari in misura congrua. Il prelevamento di tali generi sarà fatto dalla Superiora, o da persona da lei delegata, presso la mensa dell’Ospedale”.

Lo scorso anno l’Asl Roma 2 ha stipulato anche una convenzione triennale per 7 cappellani nei 3 ospedali Pertini, Sant’Eugenio e Cto per 814 mila euro (costo annuale 271 mila euro, in aumento rispetto al 2024, quando era di 239 mila euro).

L’Asl “inoltre provvederà all’alloggio dei Cappellani, in camere singole con servizi, cucina e dispensa, al vitto confezionato nelle cucine ospedaliere; all’erogazione delle forniture e dei servizi essenziali per il funzionamento degli alloggi (acqua, energia elettrica, gas, riscaldamento, ecc.) e al servizio telefonico; alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi; alla fornitura di biancheria da casa, nonché di arredi sacri e biancheria per la Chiesa e la Cappella (candele, vino da Messa, particole, sussidi liturgici)”. I sacerdoti sono inquadrati come “Collaboratore Amministrativo (VII livello), con riferimento al Cappellano, oltre la tredicesima mensilità”.

GLI AUMENTI DA GENNAIO – Dal gennaio scorso è anche scattato l’aumento degli stipendi dei cappellani ospedalieri: “a seguito degli ultimi aggiornamenti contrattuali, il trattamento economico della figura del Collaboratore Amministrativo (equiparata alla figura del Cappellano Diocesano) è pari a € 2.047,99 (lordo mensile) e, pertanto, i relativi rimborsi saranno riformulati nella stipulanda convenzione con decorrenza 01/01/2026”, ha scritto l’Asl Roma 6.

L’azienda sanitaria dei Castelli romani ha infatti rinnovato gli “schemi di convenzione con le Diocesi di Albano e di Velletri-Segni e Frascati per il servizio di assistenza religiosa nei Presidi afferenti alla Asl Roma 6 per la durata di anni 2: l’onere economico derivante dal presente atto è pari ad € 445.240”. Nella convenzione l’Asl, “per garantire il servizio di assistenza religiosa, mette a disposizione quanto segue: gli alloggi per i Cappellani, ubicati nei rispettivi ospedali, forniti di stanze singole, servizi, cucina comune ed un locale ad uso ufficio-parlatorio per ogni stanza; la fornitura essenziale di mobilio e biancheria”.

“ORA ET LABORA” – L’antica regola benedettina si ritrova nell’assistenza religiosa effettuata negli ospedali del Lazio, nei quali c’è carenza di camici bianchi, ma non certo di tonache nere: tra Asl e aziende, infatti, pregano e lavorano più di 50 cappellani, per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 2 milioni di euro l’anno. Il contingente più numeroso opera nell’ospedale più grande, il policlinico Umberto I.

Dove l’azienda ospedaliera lo scorso anno ha rinnovato la convenzione con la Diocesi di Roma per “il servizio di assistenza religiosa nel Policlinico con un contingente convenzionato di complessive n. 7 unità di sacerdoti Cappellani, di cui uno con funzioni di Coordinatore, e con la presenza di una Religiosa con mansioni di accoglienza presso la Cappella Maggiore del Policlinico”. Il costo annuale è di 280 mila euro, di cui 28.218 per il coordinatore (2.351 euro al mese), 26.240 per ciascun cappellano (2.351 al mese) e 20.749 per la religiosa (1.729).

Ai quali l’azienda ospedaliera deve mettere “a disposizione il locale Chiesa o Cappella, con sagrestia, gli arredi ed attrezzature di pertinenza; gli alloggi per i Cappellani, forniti di stanze singole, servizi, cucina comune ed un locale ad uso ufficio-parlatorio; l’arredamento normale di mobilio e biancheria da casa”. La convenzione inoltre prevede a carico dell’azienda “l’erogazione dei servizi essenziali per il funzionamento degli alloggi (acqua, gas, energia elettrica, riscaldamento, telefono); la manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi; la fornitura periodica delle derrate alimentari in ragione dei fabbisogni dei religiosi; il permesso di accesso permanente e sosta per le auto dei Cappellani; l’uso della sala di riunioni per le attività pastorali e culturali religiose, e il rimborso spese per i paramenti, i libri liturgici e quanto serve (cera, ostie e vino) per le celebrazioni”.

Mentre il San Giovanni-Addolorata nel 2023 ha deliberato, “per l’espletamento del servizio di assistenza religiosa cattolica, da parte di 6 cappellani un costo complessivo di € 586.047, oltre IRAP, relativo al personale religioso per il triennio 2023-2025”. Quasi 200 mila euro l’anno per le “collaborazioni coordinate e continuative non sanitarie da privato” rese dai 6 sacerdoti. Sempre nel 2023 è stata siglata una convenzione anche all’Ifo-Regina Elena che, per il “servizio di assistenza religiosa agli infermi ed al personale svolto da 3 Cappellani”, sostiene un “costo complessivo annuo di € 103.939, comprensivo di tredicesima mensilità, oneri sociali ed IRAP”.

FONTE: REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM

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