Sanità: il Lazio sarà la terza Regione che perderà più medici di famiglia entro il 2028

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ATTUALITÀ – Sempre più camici bianchi dai capelli bianchi nel Lazio, sul mesto podio delle Regioni che perderanno più medici di famiglia per il pensionamento nei prossimi 2 anni: ben 925 in meno entro il 2028 (3° Regione dopo Campania e Lombardia).

Ma già adesso il Lazio risulta la 7° Regione per medici di medicina generale mancanti (-358) e 7° per la maggior riduzione percentuale dei camici bianchi di famiglia (-15,8%). Questo il quadro laziale in uno scenario nazionale da allarme: “In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG) e sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle Regioni più popolose.

Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di ben 5.197 unità. Una riduzione che si colloca in un contesto demografico dove la popolazione invecchia e aumentano i bisogni clinico-assistenziali: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche”, ha scritto la Fondazione GIMBE nel suo studio.

SOS DALLA TUSCIA – “In molti comuni della Tuscia i medici di medicina generale sono insufficienti o prossimi al pensionamento. Una situazione che rischia di compromettere la piena operatività delle nuove Case della Comunità”, avverte il sindacato Fimmg (proprio oggi è stata inaugurata la Casa della Comunità di Bagnoregio). La conferenza dei sindaci ha avanzato “con forza la richiesta di sbloccare le graduatorie”.

Dal territorio arrivano storie che parlano più dei numeri: “servizi sospesi, attese che si allungano, cittadini costretti a spostarsi per curarsi. E poi ci sono gli anziani, spesso soli, che faticano a orientarsi tra app e prenotazioni digitali. Per loro, l’accesso alle cure rischia di diventare un percorso ad ostacoli. Molti rinunciano alle cure per difficoltà logistiche o per scarsa familiarità con i sistemi digitali di prenotazione.

La ASL si è impegnata a fornire dati più dettagliati e risposte operative. Resta però evidente la necessità di un intervento urgente e strutturale. Senza un adeguato investimento sulle risorse umane, il rischio è che la riforma territoriale resti incompiuta”, conclude la Fimmg.

LE GRADUATORIE DA SBLOCCARE – Solo il 18 dicembre scorso la Regione ha finalmente pubblicato la “graduatoria regionale definitiva di medicina generale valida per l’anno 2026 (domande presentate entro il 31 gennaio 2025)”. Nel 2024, invece, la graduatoria era stata pubblicata oltre un mese prima: il 7 novembre.

Ora l’elenco dei punteggi finali conta 1.019 aspiranti medici di famiglia (nel 2024 erano 1.032). Però l’assegnazione degli incarichi procede lentamente. Ma nell’agosto scorso la Regione aveva indicato in ben 959 “incarichi vacanti” in tutto il Lazio, di cui oltre un terzo nella sola capitale (-362).

“MANCANO 600 MEDICI” – Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma e provincia, 3 mesi fa ha aggiornato il conto delle carenze: «Al 31 dicembre i dottori di base che hanno finito di lavorare dopo aver raggiunto l’età pensionabile sono 880 e solo 280 sono stati rimpiazzati: ne mancano ancora 600. Entro la fine del 2026 andranno in pensione altri 900 medici di base».

IL “FABBISOGNO ASSISTENZIALE” – Quindi “permane un fabbisogno assistenziale”, come ha scritto già nell’estate scorsa la Regione, che nel giro di un anno ha registrato l’incremento delle carenze del +146%. Perché gli “ambiti territoriali carenti di assistenza primaria rilevati per l’anno 2024” erano stati complessivamente 390, di cui soltanto 5 nella capitale.

Dove nell’agosto scorso, invece, si è contato il numero più alto di “incarichi vacanti di medico del ruolo unico di assistenza primaria”: 115 nell’Asl Roma 1, oltre ai 211 nell’Asl Roma 2 del quadrante sud-est (con carenze-record a Torre Angela, 26, e Borghesiana, 15) e i 36 nell’Asl Roma 3 del quadrante ovest. Però la carenza dei camici bianchi di base è quasi analoga nel resto della provincia romana, che somma altri 361 incarichi vacanti fra le 3 aziende sanitarie dell’hinterland.

La più sguarnita è l’Asl Roma 6 dei Castelli: -171 (con picchi nei Distretti di Pomezia -52, Anzio -34 e Albano Laziale -26). Seguita dalla Roma 5 del quadrante est (-134) e dalla Roma 4 di Civitavecchia-Bracciano (-56). Mentre fra le altre 4 province è nel Viterbese che si contano più incarichi vacanti (107), seguono l’Asl Latina (-70), Rieti (-50) e Frosinone (-9).

-439 CAMICI BIANCHI IN 10 ANNI – Ma già adesso il 71,9% dei medici di medicina generale (Mmg) laziali ha più di 27 anni di laurea e il 47,4% ha oltre il numero massimo dei 1.500 assistiti previsti (il numero medio di “mutuati” attuale è invece di 1.236 per ciascun camice bianco). Nel Lazio in 10 anni hanno appeso il camice bianco al chiodo ben 439 medici di famiglia. Nel 2013 erano 4.462, ma si sono ridotti a 4.023 a fine 2023 (-9,7%), come ha quantificato l’ultimo Rapporto stilato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas).

FONTE: REFERT.SUBSTACK.IT

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