ATTUALITÀ – Nel Lazio sono 18 gli appuntamenti ambulatoriali più difficili da prenotare entro i tempi massimi indicati dalla legge.
A quantificarlo è la stessa Regione, che ora ha stilato un «Piano programmatico per la riduzione delle liste». Con il quale saranno «rilevati a cadenza trimestrale i volumi, i tempi di attesa in ambito aziendale delle prestazioni critiche, nonché la profondità delle agende e ogni altro dato ritenuto necessario al fine di valutare le necessarie azioni correttive».
Perché nel primo monitoraggio, effettuato sulla base dei dati del gennaio scorso, «sono state analizzate puntualmente le prestazioni che presentano le maggiori criticità, sia in termini di tempi d’attesa che di volumi fuori soglia».
Il monitoraggio ha permesso di «individuare i nodi critici per ogni Asl e di studiare le soluzioni più idonee, come l’attivazione di tavoli tecnici per programmare nuove assunzioni o l’integrazione con prestazioni aggiuntive laddove necessario», ha scritto la Regione. La quale ha ravvisato «una spiccata omogeneità delle criticità rilevate: le carenze tendono infatti a concentrarsi sulle stesse branche specialistiche e sulle medesime tipologie di prestazioni in quasi tutto il territorio regionale».
Queste criticità riguardano 18 tipi di appuntamenti, a partire dalla mammografia bilaterale (che presenta i tempi medi più lunghi: 343 giorni nell’Asl Roma 5) e la colonscopia totale con endoscopio flessibile (in tutto il Lazio i «giorni medi d’attesa sono 108» calcolando tutti i tipi di priorità). Le altre criticità si riscontrano per la «ecografia bilaterale della mammella, ginecologica, cardiaca, dell’addome completo e della tiroide, l’ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici, della tiroide e degli arti inferiori, l’elettrocardiogramma dinamico, le prime visite cardiologica, dermatologica-allergologica, gastroenterologica e oculistica e l’esofagogastroduodenoscopia».
E ora, per «superare le problematiche derivanti da un’inefficiente organizzazione delle agende o da una gestione non ottimale delle classi di priorità», la Regione ha «avviato un monitoraggio rigoroso delle agende per verificare che tutte le strutture garantiscano l’apertura delle prenotazioni per almeno 365 giorni dinamici, assicurando così un’offerta idonea e costante nel tempo, in conformità con il divieto di sospensione o chiusura delle attività di prenotazione».
FONTE: REFERT.SUBSTACK.IT

