
ATTUALITÀ – Nel 2025 oltre il 6% delle 18mila aggressioni compiute ai danni degli operatori sanitari italiani è stato registrato nel Lazio (1.137 con una media di oltre 3 al giorno).
Lo scorso anno in tutta la penisola sono stati coinvolti oltre 23mila operatori (23.367), considerato che un singolo episodio può interessare più persone. Sono questi i dati della Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata dal ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che si è celebrata oggi.
E, anche se le segnalazioni sono in leggero calo rispetto al picco registrato nel 2024 (18.392 aggressioni), preoccupa l’aumento del numero totale di aggrediti, che è passato da circa 22.000 del 2024 a oltre 23.000 dello scorso anno. Gli aggressori sono prevalentemente i pazienti, seguiti dai familiari e caregiver. Anche lo scorso anno c’è stata una netta prevalenza di aggressioni verbali (69%) rispetto a quelle fisiche (25%) e contro le strutture (6%). E in più di 6 casi su 10 le vittime sono donne: la percentuale, infatti, supera il 60% nella maggior parte delle Regioni.
Per oltre la metà gli episodi di violenza, fisica o verbale, riguardano il personale infermieristico (55%), seguito da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). Il 12% delle segnalazioni, poi, riguarda altre categorie professionali, come dipendenti non sanitari e operatori nei front office (3%), vigilanti, soccorritori, ecc. (9%). Le aggressioni sono avvenute soprattutto in ambito ospedaliero, con il Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura e le Aree di Degenza che risultano i luoghi più critici.
1.137 AGGRESSIONI NEL LAZIO – Nel Lazio il numero degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari è stato di 1.137, per un totale di 1.814 operatori coinvolti nel 2025. “Si tratta di dati in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, relativamente sia al numero di episodi (-1,64%) sia al numero di operatori coinvolti (-1,41%). Il 68% degli operatori coinvolti è di sesso femminile e il 32% di sesso maschile: dati sostanzialmente sovrapponibili al 2024.
Relativamente alla qualifica, il 63,3% delle aggressioni riguarda il personale infermieristico (in lieve aumento dal 62,9% dello scorso anno) e il 19,2% quello medico (era il 22,7%). La distribuzione delle segnalazioni per giorno della settimana mostra che l’89,3% circa delle aggressioni avviene durante i giorni feriali e il 10,7% in quelli festivi. Si tratta di dati sostanzialmente in linea con quelli del 2024 (erano 88% e 12% rispettivamente). La distribuzione per turno lavorativo mostra che il 46,7% delle aggressioni avviene durante il turno mattutino (era il 49,7% nel 2024), seguita da quello pomeridiano (38,1% rispetto al 36,2% dello scorso anno) e notturno (15,2% in aumento dal 14,0%).
Relativamente al setting assistenziale, le segnalazioni di ambito ospedaliero rappresentano il 59.9% del totale (in aumento rispetto al 54,7% del 2024), quelle delle strutture territoriali arrivano al 40,1% (in calo dal 45,2%). All’interno delle strutture ospedaliere si conferma la netta prevalenza di aggressioni nel Pronto Soccorso, che arrivano al 35,5 % (rispetto al 41,5% del 2024). In netto calo le segnalazioni da parte dei SPDC, che si attestano a poco meno del 10% rispetto al 15,9% dell’anno precedente).
La distribuzione per tipo di aggressione mostra la netta prevalenza di quelle verbali (71,4% dal 70% circa del 2024) rispetto a quelle fisiche (pari al 23,9% in calo dal 24,5%). Riguardo al tipo di aggressore, si conferma la netta prevalenza dell’utente/paziente (oltre il 70%, in aumento dal 67% del 2024), seguita dalla figura del parente (24,5% in lieve diminuzione dal 25,2%)”, ha quantificato la Regione Lazio.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.IT