Salvini a Latina per la Bretella Cisterna-Valmontone: via ai bandi ma esplode la protesta dei comitati

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POLITICA – Mattinata annunciata come decisiva quella di martedì 4 marzo a Latina, dove il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è atteso al Teatro D’Annunzio per inaugurare ufficialmente l’avvio dell’iter operativo della superstrada Cisterna-Valmontone, con l’affidamento dei bandi di gara.

L’opera, da tempo annunciata e ora avviata, collegherà la Strada Statale 148 Pontina all’Autostrada A1, partendo dallo svincolo di Campoverde, attraversando i territori di Cisterna di Latina, Cori, Velletri, Artena e Valmontone. Per il Ministero si tratta di un’infrastruttura strategica destinata a migliorare i collegamenti tra il basso Lazio e il nodo autostradale centrale.

Di tutt’altro avviso i comitati “No Bretella” e “No Corridoio Roma-Latina”, che parlano apertamente di un’opera “devastante” e contestano sia il metodo sia il merito del progetto. Secondo i comitati, la bretella sarebbe figlia del decreto “Semplificazioni”, accusato di consentire scorciatoie procedurali e di aggirare norme ambientali, urbanistiche e lo stesso Codice degli Appalti.

Le critiche sono numerose:

– nessuna amministrazione comunale interessata avrebbe informato in modo adeguato i cittadini sul tracciato;

– lo studio trasportistico viene definito “insensato e fuorviante”;

– i costi sarebbero raddoppiati, passando da 645 a circa 1,2 miliardi di euro, mentre le opere complementari avrebbero registrato aumenti superiori al 30%;

– previsti oltre 1.280 espropri che coinvolgerebbero circa 5.000 proprietari, comprese 52 aziende agricole di eccellenza e biologiche, con il rischio di perdita di posti di lavoro;

– forte l’impatto ambientale, con lo sradicamento di centinaia di alberi da frutto, il consumo di circa 70 ettari di suolo e possibili ripercussioni su aree di pregio come il Lago di Giulianello, la Via Francigena del Sud e la Via della Transumanza.

Nel mirino anche le associazioni agricole, accusate di non essere intervenute a tutela degli agricoltori, e la strategia comunicativa delle istituzioni, definita dai comitati come una vera operazione di “greenwashing”, volta a presentare l’opera come ecosostenibile nonostante, a loro giudizio, l’impatto ambientale e sociale fortemente negativo.

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