
POLITICA – La Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio ha avviato ufficialmente l’esame dello schema di delibera della giunta regionale che fissa i requisiti minimi autorizzativi delle case di comunità, nuove strutture sanitarie territoriali destinate a potenziare l’assistenza ai cittadini fuori dagli ospedali.
La discussione è stata aperta dalla presidente Alessia Savo e ha visto la partecipazione di Nadia Nappi, dirigente della Direzione Salute della Regione.
“Con questa proposta – ha spiegato Nappi – vengono stabiliti i requisiti minimi e ulteriori delle case di comunità, adattando quanto previsto a livello nazionale dal decreto ministeriale 77 alle specificità del Lazio. Un passo fondamentale – ha aggiunto – verso la realizzazione di 165 case di comunità pubbliche, finanziate grazie ai fondi del PNRR”. La presidente Savo e il consigliere Rodolfo Lena (Pd) hanno chiesto chiarimenti circa la dotazione di personale e le figure professionali che dovranno essere presenti nelle nuove strutture.
La seduta è stata aggiornata a giovedì 24 luglio, termine entro il quale i consiglieri potranno presentare osservazioni e proposte di modifica.
Cosa sono le case di comunità
Le case di comunità sono strutture sanitarie territoriali pensate per offrire cure e assistenza di prossimità, alleggerendo il carico su ospedali e pronto soccorso. Introdotte formalmente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e regolamentate dal Decreto Ministeriale 77/2022, rappresentano il fulcro della nuova sanità territoriale.
All’interno delle case di comunità operano medici di medicina generale, infermieri di comunità, specialisti e altri professionisti sanitari, con l’obiettivo di fornire:
- Assistenza medica di base.
- Monitoraggio di pazienti cronici.
- Servizi di prevenzione.
- Diagnostica di primo livello.
- Supporto psicologico e sociale.
Le case di comunità possono essere hub (strutture più grandi, operative 24 ore su 24) o spoke (più piccole, con orari ridotti), a seconda del bacino di utenza.
Perché sono importanti
L’apertura delle case di comunità risponde alla necessità di avvicinare il servizio sanitario ai cittadini, garantendo assistenza più capillare e personalizzata. Sono considerate essenziali per:
- Ridurre le liste d’attesa.
- Prevenire il sovraffollamento degli ospedali.
- Gestire in modo più efficace pazienti cronici e fragili.
- Rafforzare la medicina di prossimità e la presa in carico sul territorio.