La dimensione letteraria dei Castelli Romani al centro dell’edizione 2017 di “Castelli di Scrittori”

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CULTURA – Una scoperta di angoli nascosti di storia locale, ma anche l’espressione di una ricerca documentaristica e bibliografica del territorio. Questo è “Castelli di Scrittori” 2017, che giunge alla sua 5ª edizione.

La nota manifestazione di poesia e narrativa organizzata da Rosanna Massi, direttrice della Biblioteca comunale di Frascati, con il coinvolgimento di molte biblioteche dei Castelli Romani, è iniziata il 7 marzo scorso e si concluderà il 24 giugno 2017, data che sarà anticipata da un convegno a cui interverranno bibliotecari, professori universitari e studiosi di storia locale.

Tra le tante “dimensioni” del nostro territorio – paesaggistica, vitivinicola, storica, archeologica, scientifica, religiosa – la scelta è stata quella di fare un focus sulla sua dimensione letteraria, proponendo alcune performances di scrittori contemporanei dei Castelli Romani ma anche presentando grandi autori del passato che hanno soggiornato nei nostri luoghi, senza trascurare anche l’aspetto del mito antico.

Il “paesaggio letterario” dei Castelli Romani viene così configurandosi pian piano ricco e diversificato, e grazie alle ricerche dei bibliotecari – chi meglio di loro? – prende forma, partendo da Omero e passando per Alfieri, Belli, Stendhal, Goethe, Gogol’, Voss, Frazer, D’Annunzio, Trilussa, Pascarella, Campanile.

 L’11 aprile scorso Albano Laziale ha ospitato – in una sala gremita, in cui si sono contate ca. 100 presenze – l’incontro su D’Annunzio e Trilussa, moderato dalla bibliotecaria SBCR Annarita Garbini, e a cui sono intervenuti i professori Rino Caputo e Paola Benigni dell’Università Tor Vergata di Roma, e Secondina Marafini del Liceo classico Ugo Foscolo di Albano Laziale.

In che misura e per quali motivi questi due grandi autori sono stati ispirati dai Castelli Romani, e da Albano in particolare?
D’Annunzio soggiornò ad Albano nel 1889 dal 2 al 6 aprile, con Barbara Leoni. In compagnia della sua musa e dell’incantevole scenario del Lago – sulle pendici del quale sognò la realizzazione di un teatro –  trovò l’ispirazione per scrivere il romanzo Il trionfo della Morte ed Elegie Romane. Esattamente otto anni dopo, lo scrittore tornò ad Albano con Eleonora Duse, nello stesso mese e nel medesimo Albergo D’Europa. Ne parlano diffusamente Carlo Martini, Vincenzo Misserville, Maria Cristina Vincenti, Aldo Marcovecchio, Tom Antongini in vari numeri della rivista di storia locale «Castelli Romani : vicende-uomini-folclore».

Sulla stessa rivista, Mario Dell’Arco parla del soggiorno di Trilussa ad Albano nel 1899, il 26 Ottobre, in occasione del suo ventottesimo compleanno: quella notte dormì all’Hotel d’Europa. Il padre di Trilussa era un cameriere di Albano Laziale, anche se lui se ne vergognava un po’. Secondo Mario Valle, lo scrittore non dimenticò mai la sua Albano, alla quale tornava di tanto in tanto.

Il taglio “storico” della rassegna Castelli di Scrittori 2017 si deve alla sua inclusione nella manifestazione “I Castelli Romani. Viaggio nel tempo” che vede impegnate le biblioteche dei Castelli Romani nell’ambito del progetto “Biblioteche in coworking” finanziato dalla Regione Lazio e finalizzato alla promozione e valorizzazione dei sistemi bibliotecari e museali.

«Iniziative e attività legate alla “logica del tempo” per identificare, indagare, conoscere e rivivere la storia del territorio castellano nelle diverse epoche storiche – spiega Giovanni Biallo, coordinatore del progetto -: ore 100 eventi, organizzati dal Consorzio Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani in collaborazione con le biblioteche, i Comuni e le associazioni, per rivivere la storia, i miti e la cultura del territorio; eventi aperti a tutti: grandi e piccini, castellani e turisti».

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