RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: “Martedì 13 ottobre 2026, gli studenti degli istituti U. Foscolo, G. Vailati e J. Joyce hanno manifestato ad Ariccia, in Piazza di Corte, davanti a Palazzo Chigi.
A scatenare la protesta è stato il crollo di parte del tetto del Foscolo, ma è solo la punta dell’iceberg: al Vailati mancano gli spazi da decenni, al Joyce le difficoltà organizzative ostacolano l’avvio delle attività, e in tutta Italia le scuole si stanno mobilitando per condizioni di studio dignitose. Ci siamo sentiti costretti a scioperare per i nostri diritti e raccontiamo per filo e per segno cosa è successo, perché la gente deve saperlo.
Domenica, al termine di giorni di coordinamento tra le tre scuole, abbiamo deciso di manifestare martedì. Il Foscolo, per ragioni strutturali, preferiva cogliere l’occasione per continuare la mobilitazione dopo due giornate di protesta, senza rientrare in istituto. Il piano era pacifico: un presidio e un’assemblea davanti a ciascuna scuola e, dopo qualche ora, un corteo verso Piazza di Corte, punto intermedio tra i tre istituti, per dialogare e coordinarci.
Domenica pomeriggio abbiamo inviato la PEC alla Questura di Albano Laziale, che ha risposto con una comunicazione di diniego, sostenendo che non avessimo rispettato le 72 ore di preavviso, anche se il nostro anticipo era molto vicino a quella soglia e il disagio per le forze dell’ordine sarebbe stato minimo. Lunedì due rappresentanti del Foscolo si sono recate di persona in Questura: prima hanno ricevuto un rifiuto totale, poi, entrando in trattativa, hanno ottenuto l’autorizzazione scritta per la manifestazione in piazza.
Quando abbiamo comunicato che il corteo sarebbe partito da tutte e tre le scuole, le autorità hanno risposto che andava bene, ma solo a voce e a condizioni precise: collaborare, non bloccare l’intera strada e restare in parte sul marciapiede, perché non avrebbero potuto garantire la chiusura totale della carreggiata. Abbiamo accettato tutto. Nessuno, però, ha detto alle nostre rappresentanti che andavano informate anche le altre Questure competenti, né ha provveduto a farlo.
Oggi il Foscolo ha subìto un forte rallentamento: le autorità hanno preso tempo e ritardato per ore la partenza del corteo. Quando è partito, con gli striscioni, ha raggiunto Piazza di Corte davanti a Palazzo Chigi, come concordato a voce, lasciando parte della strada libera. Al Vailati, fin dalla mattina, non si è visto nessun agente a presidiare la zona.
Abbiamo aspettato e, dopo diverso tempo, abbiamo telefonato alla Questura, che ci ha detto che il corteo non poteva essere fatto: la Questura di Genzano non aveva ricevuto alcuna comunicazione, quindi per loro non era autorizzato. Gli studenti hanno allora iniziato a spostarsi autonomamente verso la piazza, dopo che avevamo avvisato la polizia che, anche senza corteo, tanti ragazzi in movimento avevano bisogno almeno di una scorta. Sono stati fermati e fatti tornare indietro, benché fossero semplici studenti sul marciapiede, senza striscioni, megafoni o cori.
Ci è stato imposto di farli partire a gruppi di 5-7 persone e, quando gli agenti sono arrivati davanti alla scuola, ci hanno detto che, se il corteo fosse partito o se tutti non fossero tornati davanti all’ingresso, sarebbero scattate le denunce, per una manifestazione con autorizzazione scritta per la piazza e verbale per il corteo. Abbiamo fatto esattamente ciò che ci chiedevano e, a scaglioni, siamo arrivati in piazza. Il Joyce ha svolto il suo presidio davanti a scuola e poi si è spostato in corteo, partendo autonomamente: ha percorso la strada in parte bloccando la circolazione e in parte no, perché verso la fine la circolazione è stata riaperta, ed è arrivato in piazza.
Ciò che doveva succedere e non è successo è tutto qui: una risposta coerente della Questura, invece di diniego, trattativa e assenso solo verbale; un coordinamento tra le Questure competenti, perché chi ha concesso il corteo non ha avvisato i colleghi né ci ha detto di farlo, con il risultato che il corteo del Vailati è stato dichiarato non autorizzato; una presenza delle forze dell’ordine fin dalla mattina davanti al Vailati; una scorta per ragazzi che si spostavano pacificamente; una partenza puntuale del corteo del Foscolo. Nessuno si è posto il problema delle altre scuole, e questa disorganizzazione è ricaduta sugli studenti di due istituti in due comuni diversi, rendendo impossibile la collaborazione che volevamo.
In piazza siamo rimasti a lungo, con molti interventi e un dibattito in cui ognuno ha detto quello che pensava, e l’iniziativa è andata bene nonostante tutto. Ma non lasceremo passare quanto accaduto: volevamo esercitare un diritto e abbiamo trovato uffici che non comunicano, permessi che si danno e si tolgono, minacce di denuncia. Siamo stanchi di essere trattati come chi gioca: le nostre scuole cadono a pezzi e ci faremo sentire a gran voce”.
*Gli studenti di U. Foscolo, G. Vailati e J. Joyce*
