Velletri, agente penitenziario aggredito a pugni da un detenuto: prognosi di 10 giorni

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CRONACA – Un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito a pugni da un detenuto all’interno della Casa circondariale “A. Carotenuto” di Velletri, riportando un trauma all’addome e una prognosi di dieci giorni.

L’episodio si è verificato il 9 ottobre 2026, intorno alle 12.30, e rappresenta, secondo quanto denunciato dalla FNS CISL Lazio, uno degli ultimi segnali di una situazione sempre più preoccupante per la sicurezza del personale in servizio nell’istituto.

Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, il detenuto, di origine albanese e sottoposto al regime particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, avrebbe inizialmente strattonato l’agente di sezione per poi colpirlo ripetutamente con violenti pugni, per motivi ritenuti futili.

Non si tratterebbe, tuttavia, di un episodio isolato. La FNS CISL Lazio riferisce che negli ultimi giorni si sono verificate due distinte aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria, circostanza che riaccende l’attenzione sulle condizioni operative all’interno del carcere veliterno.

A pesare sul quadro denunciato dal sindacato è anche il sovraffollamento della struttura. A fronte di una capienza regolamentare di 412 posti, i detenuti presenti sarebbero circa 600, con un esubero che, secondo la sigla sindacale, contribuisce ad alimentare tensioni e ad aumentare i rischi per chi lavora quotidianamente all’interno dell’istituto.

La FNS CISL Lazio sottolinea come queste condizioni incidano sulla sicurezza complessiva del carcere e sulla possibilità per gli agenti di svolgere il proprio servizio in un ambiente adeguato, nel rispetto delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Nonostante le difficoltà, il personale continua a garantire le attività istituzionali con professionalità e senso del dovere. Una dedizione che, secondo il sindacato, non può però sostituire gli interventi necessari a prevenire nuove aggressioni e a ripristinare condizioni di lavoro sicure.

Tra le richieste avanzate dalla FNS CISL Lazio figura anche l’introduzione del Taser tra le dotazioni della Polizia Penitenziaria. Il sindacato richiama l’esperienza maturata negli ultimi anni dalle altre forze di polizia con questo strumento e ritiene che sia arrivato il momento di valutarne l’adozione anche in ambito penitenziario, per le situazioni operative che eventualmente lo richiedano.

La sigla sindacale ha espresso solidarietà agli agenti coinvolti e annunciato la volontà di proseguire le iniziative a tutela del personale. Resta al centro la necessità di affrontare una situazione che, tra aggressioni e sovraffollamento, pone interrogativi concreti sulla sicurezza all’interno della Casa circondariale di Velletri.

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