San Raffaele di Velletri, il caso torna a far discutere: si paventa un nuovo accreditamento

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POLITICA – 
Torna al centro del dibattito politico la vicenda del San Raffaele di Velletri, struttura sanitaria riconducibile al gruppo San Raffaele, oggi al centro di una nuova discussione sul possibile riavvio dell’iter autorizzativo e sull’organizzazione dell’offerta sanitaria privata nel Lazio.

A intervenire è la deputata Marianna Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali alla Camera, che in una nota diffusa dall’agenzia DIRE annuncia, insieme alle colleghe e ai colleghi laziali Ilaria Fontana e Alfonso Colucci, un’interrogazione al ministro della Salute Orazio Schillaci.

Ricciardi richiama la recente ricostruzione pubblicata dal quotidiano Domani sulla situazione della struttura di Velletri e contesta alla Regione Lazio di aver riavviato procedure relative alla possibile riattivazione di attività sanitarie nonostante il lungo contenzioso amministrativo.

«L’accreditamento non è una via preferenziale per gli amici del governo», afferma Ricciardi, chiedendo al ministro di verificare il rispetto delle sentenze della magistratura, la trasparenza dei procedimenti e l’utilizzo delle risorse destinate ai Livelli essenziali di assistenza.

La vicenda del San Raffaele

La storia della struttura di Velletri parte da lontano. Nel 2011 la Regione Lazio revocò l’autorizzazione all’esercizio della casa di cura. La vicenda è poi proseguita per anni davanti alla giustizia amministrativa.

Nel 2019 il Consiglio di Stato confermò i provvedimenti sfavorevoli alla società, mentre successivamente anche la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla vicenda. In particolare, nella risposta fornita nel 2023 al Senato dall’allora ministro della Salute Schillaci, il Governo ricostruì l’iter giudiziario e richiamò le decisioni secondo cui le modifiche strutturali realizzate nella struttura non risultavano sanabili sotto il profilo edilizio.

La questione è tornata con forza nell’agenda politica nel 2025 e nel 2026, quando la Regione ha avviato nuovi passaggi amministrativi legati alla possibile riorganizzazione dell’offerta sanitaria nella struttura. Nel settembre 2025, in Consiglio regionale, era stata già discussa un’interrogazione sulla conformità urbanistica e sul rispetto delle sentenze del Consiglio di Stato.

A febbraio 2026 le opposizioni regionali erano tornate a chiedere chiarimenti dopo che la ASL Roma 6 aveva espresso rilievi sulla situazione della struttura, contestando il riavvio dell’iter.

La vicenda si intreccia inoltre con un contenzioso economico di rilevante entità tra il gruppo San Raffaele e la Regione Lazio, che secondo la ricostruzione di Domanisarebbe vicino agli 80 milioni di euro. Si tratta però di un elemento da considerare nell’ambito del contenzioso giudiziario e non come una somma già definitivamente riconosciuta dalla Regione.

La nuova iniziativa parlamentare riporta il caso Velletri al centro dell’attenzione nazionale, proprio mentre la Regione Lazio sta ridefinendo la propria rete ospedaliera e territoriale. Al ministro Schillaci viene chiesto di verificare che eventuali nuovi procedimenti autorizzativi e di accreditamento siano compatibili con le decisioni giudiziarie già intervenute e con i criteri di programmazione sanitaria.

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