ATTUALITÀ – Una villa di grandi dimensioni, situata nella zona di via dell’Aspro, a Genzano, entra ufficialmente nel patrimonio del Comune e sarà destinata a finalità sociali. Il bene, confiscato definitivamente alla criminalità organizzata, è stato consegnato ieri mattina all’amministrazione comunale alla presenza del sindaco Fabio Papalia.
L’immobile era riconducibile a un uomo di circa 50 anni, originario della Campania e ritenuto vicino a un noto sodalizio criminale coinvolto negli anni in diversi episodi e reati di particolare rilievo sul territorio dei Castelli Romani. Le attività investigative che hanno portato alla disarticolazione del gruppo hanno visto impegnati, negli anni scorsi, la Guardia di Finanza di Velletri e altri reparti delle Fiamme Gialle di Roma.
La villa è stata abitata fino allo scorso luglio, quando è diventato definitivo il provvedimento di confisca disposto nell’ambito delle procedure dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC).
Ieri il passaggio formale. L’amministratore giudiziario e coadiutore dell’operazione, dottor Alessandro Oliva, insieme al suo staff, ha consegnato ufficialmente il bene al Comune di Genzano. I documenti di presa in carico sono stati sottoscritti dai responsabili degli uffici comunali competenti, tra cui il Patrimonio e l’Ufficio Tecnico, alla presenza del sindaco Papalia.
L’immobile si trova in una zona verde a ridosso del centro abitato, nei pressi di Monte Due Torri. La struttura, che si presenta complessivamente in buone condizioni, necessita soprattutto di interventi di pulizia e della rimozione dei materiali ancora presenti all’interno e all’esterno.
La villa dispone di un ampio salone con angolo cottura, quattro camere complessive, un grande bagno con vasca, due terrazze, un balcone e un giardino di notevoli dimensioni. Un patrimonio immobiliare di valore che ora dovrà essere trasformato in una risorsa per la comunità.
«Siamo molto soddisfatti che il Comune di Genzano sia entrato in possesso di questa villa», ha commentato il sindaco Fabio Papalia. La destinazione, ha spiegato il primo cittadino, sarà individuata dalla Giunta insieme agli uffici Patrimonio e Servizi sociali, valutando anche il possibile coinvolgimento di altri enti e istituzioni, tra cui Asl, centri antiviolenza e Tribunale.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di realizzare una casa-rifugio per donne vittime di violenza, ma non viene esclusa la possibilità di destinare la struttura a un presidio comunale di prossimità o a servizi rivolti a persone e nuclei familiari in condizioni di fragilità. «Sicuramente ne faremo buon uso come comunità», ha aggiunto Papalia.
La consegna della villa rappresenta anche un ulteriore tassello del lungo percorso di riutilizzo a fini sociali dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata nel territorio dei Castelli Romani.
Negli ultimi dieci anni sono stati numerosi i beni sequestrati e successivamente confiscati nell’area di Roma e provincia. Tra Albano e Genzano, in particolare, il valore complessivo dei beni riconducibili ai procedimenti di confisca collegati a importanti sodalizi criminali raggiunge diverse decine di milioni di euro.
Ad Albano, tra i beni già confiscati, figurano anche un immobile di via Trilussa, in passato sede di una scuola di estetica e destinato, secondo i progetti dell’amministrazione, a ospitare nuovi servizi comunali, e l’importante intervento edilizio di “Cecchina 2”, che coinvolse numerose società e che, dopo il sequestro e la successiva confisca, venne assegnato al Comune. Nell’area l’amministrazione guidata all’epoca dal sindaco Nicola Marini realizzò successivamente un asilo e una scuola elementare.
Il principio alla base di queste operazioni è quello di trasformare i patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali in beni a disposizione della collettività. E la villa di via dell’Aspro è ora pronta a intraprendere proprio questo percorso: da bene confiscato a possibile spazio per servizi e sostegno alle persone più fragili del territorio.



