ATTUALITÀ – Anche l’Asl più centrale della capitale, la Roma 1, soffre di carenza di camici bianchi, che nei Pronto Soccorso è diventata ormai cronica, con concorsi che vanno semi-deserti da ben 4 anni.
A scriverlo è la stessa Asl Roma 1, che denuncia “gravi difficoltà a reclutare personale medico per i due Pronto Soccorso” del San Filippo Neri e del Santo Spirito. E adesso “questa ASL, a seguito della grave carenza di personale medico afferente al Pronto Soccorso, nonostante le procedure concorsuali espletate dal 2022 al 2025 risultate però infruttuose, ha richiesto alla Regione Lazio apposita autorizzazione ad espletare un concorso pubblico per il reclutamento di n. 10 Dirigenti medici disciplina Medicina d’Emergenza-Urgenza”.
Ma in tutto il Lazio attualmente non ci sono più graduatorie valide per poter assumere medici di Pronto Soccorso, proprio mentre servono almeno 110 camici bianchi per i Ps di ben 7 tra le 10 Asl laziali. Sono le aziende che hanno dovuto indire concorsi per cercare di soddisfare le loro necessità dopo il flop dell’ultimo concorsone a livello regionale del 2024. Da allora quasi tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere hanno infatti indetto un proprio bando per cercare di reclutare medici.
Col rischio, però, di moltiplicare più i tempi e le procedure che il numero dei camici bianchi arruolati. Anche in questo caso, infatti, il bando è riservato soltanto “per le esigenze dell’Asl Roma 1”. Come hanno fatto già le Asl Roma 3, 5 e 6 e Frosinone, infatti, “la presente procedura assume natura di atto concorsuale a livello non regionale”. E, nell’attesa dell’espletamento del concorso, l’Asl Roma 1 ha intanto dovuto procedere a un “Avviso di riapertura dei termini della Manifestazione d’interesse” dei medici a ingaggio diretto libero-professionale.
ASL ROMA 6: “BANDI DESERTI” – Stessa cosa nell’Asl Roma 6 dove, a fronte di un avviso per la ricerca di 23 medici, hanno risposto solo in 6. “La difficoltà nel reperimento di specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza rappresenta una criticità che interessa l’intero Servizio Sanitario Nazionale. Ne è testimonianza anche il precedente concorso bandito dalla ASL Roma 6 nel 2025 per 24 posti nella medesima disciplina, che non ha prodotto alcuna assunzione nonostante la regolare conclusione della procedura. In quell’occasione infatti rispose un medico che prima diede la disponibilità all’assunzione, ma che dopo qualche mese rinunciò”, spiega l’Asl Roma 6.
La quale annuncia di aver “attivato una convenzione con la Asl Roma 1 dedicata proprio all’emergenza. Grazie alla stessa i medici dei Pronto Soccorso della Roma 1 potranno svolgere dei turni in aggiuntiva all’interno dei reparti d’emergenza della Asl Roma 6” malgrado la “grave carenza di personale medico afferente al Pronto Soccorso” nella stessa Asl Roma 1.
“ASSENZA DI GRADUATORIE VALIDE” – La penultima azienda a bandire il concorso è stata l’Asl Roma 3 alla quale, “considerata l’assenza nel territorio regionale di graduatorie valide per soddisfare il fabbisogno Aziendale complessivo di n. 21 unità”, non è restato che “dover indire Concorso Pubblico per le esigenze della ASL Roma 3”. Come già hanno fatto negli ultimi 2 mesi le Asl Roma 5 (per 20 camici bianchi) e 6 (per 23 posti) e Frosinone (per 10 medici).
LATINA: “A RISCHIO LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE” – L’azienda sanitaria pontina il 28 luglio ha alzato proprio bandiera bianca per i camici bianchi: “questa Amministrazione non è riuscita, ad oggi, attraverso l’attivazione di procedure selettive ad evidenza pubblica ordinarie, ovvero l’utilizzo di graduatorie regionali, a ricoprire il fabbisogno di personale medico, disciplina Medicina d’Emergenza-Urgenza, come autorizzato da Regione Lazio, necessario a garantire la continuità dell’assistenza sanitaria ed i LEA presso le Strutture sanitarie aziendali”, ha scritto l’Asl Latina.
A VITERBO SOLO 2 DOMANDE SU 20 POSTI – Però queste 4 aziende rischiano di raccogliere ben poco, com’è accaduto nel maggio scorso all’Asl Viterbo che, a fronte del “concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di n. 20 posti di Dirigente Medico – disciplina Medicina di Emergenza – Urgenza”, ha contato pochissime “domande pervenute entro il termine di presentazione (n. 2)”. Due su 20, quindi, appena il 10% del fabbisogno da coprire.
-7 MILA MEDICI NEI PS DI TUTTA ITALIA – La carenza dei camici bianchi negli organici dei Pronto Soccorso si finisce d’aggravare durante l’estate perché, oltre alle scoperture strutturali quasi croniche, si aggiungono le assenze dei medici che vanno in vacanza. Soprattutto in queste settimane centrali di agosto si arriva a stimare la mancanza di quasi 7 mila medici in tutta Italia, così quantifica la Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza (Simeu). Con l’aumento del ricorso ai gettonisti e ai medici in pensione. Situazione simile per gli infermieri tra i quali, per coprire la mancanza di personale, si ricorre a doppi turni e riposi saltati. Mentre, di pari passo, aumentano nei Pronto soccorso gli accessi: “Nel 70% dei Pronto soccorso le carenze oscillano tra il 25% e il 70% dei medici previsti”.
ACCESSI NEI PS IN AUMENTO DEL 15% – “Si tratta complessivamente di circa 5mila medici dell’emergenza-urgenza mancanti – spiega Alessandro Riccardi, presidente della Simeu – ma nei mesi estivi le ferie pesano su un sistema già in sofferenza. Il numero dei professionisti mancanti sale a circa 6mila e nel picco di agosto sfiora i 7mila”. E Pierino Di Silverio, segretario del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, ha aggiunto che “gli accessi al pronto soccorso aumentano di almeno il 15%, soprattutto per malati cronici e anziani”.
Un incremento che però corrisponde ad una diminuzione del personale medico in media fino al 20%, che va ad aggiungersi alla carenza di organico strutturale. Ad aggravare i problemi c’è anche la riduzione estiva dei posti letto nei reparti di degenza ordinaria che porta spesso agli accorpamenti dei reparti. “Si fa fatica a ricoverare. Il risultato – ha avvertito il Nursing Up- è l’aggravarsi del fenomeno del boarding: i pazienti nei Pronto soccorso stazionano sulle barelle anche per 48-72 ore in attesa di un ricovero”.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM
