Caccia agli infermieri: anche gli ospedali romani scendono in campo per reclutare personale

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ATTUALITÀ – Si fa sempre più corta la coperta degli infermieri nel Lazio dopo l’apertura delle nuove 131 Case della Comunità e i 35 Ospedali di Comunità, che sono prevalentemente a gestione infermieristica. “Nella nostra Regione mancano dai 5000 ai 7000 Infermieri”, ha quantificato il 3 luglio il presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche di Roma, Maurizio Zega.

E ai tanti che lamentano un’attivazione dei servizi ancora a macchia di leopardo in queste strutture “di comunità”, è stato lo stesso presidente della Regione, Francesco Rocca, ad ammettere il 29 luglio in Consiglio regionale che “anche io non vedo l’ora di avere più personale all’interno”.

L’ESTERNALIZZAZIONE – L’Asl Roma 1, ad esempio, fino al 30 giugno scorso ha dovuto deliberare il “potenziamento del servizio infermieristico esternalizzato per l’avvio del servizio presso le Case della Comunità” di via Frà Albenzio, via Tornabuoni, via di Valle Aurelia, di via Circonvallazione Nomentana 498, via Boccea 625 e via Dina Galli 3. Con una spesa per questi infermieri a “noleggio” per un totale di € 396.543. Poi ha indetto un nuovo concorso aggregato per 294 infermieri.

Ma, dopo le proteste dei sindacati, che nei mesi scorsi avevano chiesto “alla Regione Lazio un intervento immediato per evitare che, a settembre 2026, scada la validità della graduatoria del concorso per infermieri della ASL Roma 2, a valenza regionale”, l’elenco degli idonei del concorsone è stato prorogato di un anno. Così le aziende potranno attingere alle migliaia di nominativi per fare le assunzioni fino al settembre 2027. Anche perché a Roma e provincia gli infermieri hanno l’età media tra le più alte d’Italia: 46.48 anni. E nel Lazio scarseggiano da tempo: ci sono 4,93 infermieri ogni 1.000 abitanti: sotto la media nazionale di 5,13.

STRANIERO UN INFERMIERE SU 5 – Anche per scongiurare il ricorso al progetto per l’importazione di infermieri dal Cile, com’è stato ipotizzato nei mesi scorsi dalla Regione. Già ora in tutta Italia è di origine straniera un quinto degli infermieri professionali. Secondi i dati Fnopi/Amsi relativi al 2025, infatti, sono 43.600 gli infermieri stranieri che oggi lavorano in Italia, con un incremento medio annuale del 9,4% negli ultimi 5 anni. E la Regione Veneto, dove attualmente mancano 3.500 infermieri, ha appena presentato un progetto sperimentale “di reclutamento, inserimento e formazione di infermieri stranieri negli ospedali della provincia di Belluno” dal Sudamerica (a partire dall’Argentina e dal Brasile, proprio come il calciomercato).

L’“INFERM-ERCATO” – E già si è aperta la competizione fra le aziende sanitarie, proprio come i club di Serie A, per ingaggiare gli infermieri. A partire dagli ospedali privati, che non hanno l’obbligo delle lungaggini concorsuali. Come l’Ospedale San Pietro di Roma, situato in Via Cassia: “L’Ospedale San Pietro ricerca INFERMIERI/E da inserire nei vari servizi e reparti assistenziali”.

Con la seguente “tipologia contrattuale offerta: inserimento nella dotazione organica dell’Ospedale con rapporto di lavoro subordinato. Opportunità di crescita personale e formazione continua. Applicazione del CCNL Sanità Privata AIOP – ARIS – livello D con Retribuzione Annua Lorda indicativa pari a € 25.000/30.000. 36 ore settimanali. La candidatura può essere inviata inoltrandola all’indirizzo e-mail lavoraconnoi@fbfrm.it”. Il San Pietro “è un ospedale classificato ed equiparato al pubblico. Gestito dall’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, è accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale (SSR)”.

FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM

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