ATTUALITÀ – Si è concluso, a sette anni dalla tragedia del 10 giugno 2019, il processo di primo grado sull’esplosione del palazzo comunale di Rocca di Papa, nella quale persero la vita il sindaco Emanuele Crestini e il delegato comunale Vincenzo Eleuteri.
A renderlo noto è Vanda Ferri, madre del primo cittadino scomparso, attraverso un comunicato nel quale esprime soddisfazione per l’esito del procedimento giudiziario, sostenendo che la sentenza abbia accertato le responsabilità penali e restituito giustizia alla memoria del figlio.
Secondo quanto riferito nel comunicato, il Tribunale ha condannato i due titolari della ditta incaricata dei lavori di carotaggio, ritenuti responsabili del danneggiamento della conduttura del gas che provocò l’esplosione.
Per entrambi è stata disposta una pena di cinque anni di reclusione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni in favore della famiglia di Emanuele Crestini. La famiglia è stata assistita nel procedimento dall’avvocato Vincenzo Perticaro, indicato nel comunicato come amico personale del sindaco.
Nel comunicato viene inoltre evidenziato che il Tribunale avrebbe escluso ogni responsabilità a carico del Comune di Rocca di Papa, confermando, secondo la famiglia Crestini, la regolarità delle procedure amministrative adottate dall’ente.
Vanda Ferri sottolinea infine che la sentenza rappresenterebbe anche una piena riabilitazione della figura di Emanuele Crestini, sostenendo che il pronunciamento metta fine alle polemiche e alle strumentalizzazioni politiche che hanno accompagnato la vicenda negli ultimi anni. Secondo la madre dell’ex sindaco, il lungo iter processuale avrebbe dimostrato la correttezza dell’operato amministrativo del figlio, respingendo le accuse e le ricostruzioni che, a suo avviso, avevano gettato ombre sulla sua gestione.
