
POLITICA – A Velletri una seduta consiliare, l’ultima del 2025, che avrebbe dovuto portare “soltanto”all’approvazione del Bilancio si è trasformata nell’ennesimo terreno di scontro politico, certificando una frattura profonda all’interno della maggioranza.
L’acme della crisi si è toccata quando il sindaco Cascella ha ribadito con fermezza le ragioni della sua assenza alla seduta della Commissione Bilancio: la convocazione, ha spiegato, non ha rispettato le tempistiche previste. Un’assenza che, secondo il primo cittadino, non può essere letta come una fuga, anche perché il presidente della Commissione è espressione della sua stessa maggioranza: Andrea Bizzarri, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
Proprio Bizzarri aveva precedentemente preso la parola in aula, decidendo di mettere le carte in tavola senza mezzi termini. Il messaggio è stato netto: Fratelli d’Italia è il primo partito della città e non intende più restare a guardare. La richiesta è quella di un cambio di passo immediato, di un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche e di un metodo di condivisione reale e non solo formale.
«Siamo leali, ma vigili», ha scandito Bizzarri. Una frase che, tradotta politicamente, suona come un ultimatum.
Il clima si è surriscaldato ulteriormente quando è intervenuto il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Ladaga, con parole che hanno scosso l’aula. Ladaga ha parlato apertamente di dimissioni, denunciando l’atteggiamento di una parte della coalizione che non rispetta i patti, più grave, non rispetta nemmeno l’intelligenza delle persone e che, a suo dire, ha dimenticato cosa significhi lavorare insieme. Ha rivendicato una dignità politica che da tempo attende un riconoscimento, pari almeno a un assessorato.
Uno sfogo durissimo, nel quale ha richiamato i suoi 45 anni di attività amministrativa e ha accusato una parte della maggioranza di aver tradito gli impegni presi. Nel momento di massima tensione è arrivato, appunto, l’intervento del sindaco Cascella. Visibilmente amareggiato e furioso, il primo cittadino ha definito il Consiglio comunale del 30 dicembre «triste, squallido, squalificante, becero ed immaturo».
Cascella ha comunque sottolineato che, per senso di responsabilità verso i cittadini, il Bilancio doveva essere votato per evitare il commissariamento e l’esercizio provvisorio. Ma subito dopo ha affondato il colpo finale: ha lasciato l’aula annunciando un periodo di riflessione. È una crisi di governo a tutti gli effetti. Nei prossimi giorni il sindaco deciderà se esistono ancora le condizioni per proseguire o se l’esperienza della sua amministrazione è destinata a chiudersi qui.
A rafforzare il clima di crisi totale dove ogni opposizione sguazzerebbe dalla gioia, è arrivata dall’ex Sindaco Orlando Pocci, in un breve intervento, la solidarietà al Sindaco Cascella per il clima in cui si trova a dover amministrare.
** Ringraziamo Gabriele Bagaglini e il suo post sul Consiglio comunale, un vero e proprio report sugli accadimenti politici del 30 dicembre che è stato utilissimo per fare chiarezza e realizzare questo articolo **