POLITICA – Roma segna un punto di svolta nel rapporto con il suo fiume: con l’approvazione del Piano Strategico e Operativo del Tevere (PSO), il Tevere esce dall’ombra per diventare protagonista attivo della città.
L’obiettivo è ambizioso e chiaro: non più barriera tra quartieri o elemento marginale, ma elemento di connessione, rigenerazione e innovazione urbana. Il piano mobilita quasi 800 nuovi progetti, integrati con gli interventi già in corso, distribuiti su orizzonti temporali brevi, medi e lunghi, e sostenuti da risorse europee, nazionali e regionali.
Il PSO promuove tre grandi direttrici strategiche:
- Fiume verde e blu: spazi naturali, paesaggio, rispetto ecologico
- Mobilità sostenibile: migliorare l’accessibilità e la fruizione lungo le sponde
- Reti di centralità locali: rafforzare identità e servizi nei quartieri attraversati dal fiume
Secondo l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, “con questo piano riduciamo la distanza — fisica e simbolica — tra la città e il suo fiume; il Tevere torna ad essere la spina dorsale della Capitale, un paesaggio vivo da attraversare, abitare e custodire”.
Il tratto urbano del Tevere, lungo circa 75 km da Settebagni a Ostia, attraversa contesti molto diversi: zone agricole, quartieri storici, periferie e aree in trasformazione. Il piano punta a valorizzare le specificità locali, promuovendo coesione sociale, resilienza urbana e una visione ambientale moderna.
