V. Divino Amore (calcio, I cat.), panchina a Lattanzio: «Fondamentale l’attaccamento alla maglia»

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Roma – La Prima categoria della Virtus Divino Amore è ripartita. Da ieri è cominciata ufficialmente la preparazione pre-campionato della squadra capitolina che quest’anno non farà settore giovanile a causa della nota vicenda legata alla gestione del centro sportivo “Millevoi”. La continuità la assicurerà, appunto, la presenza della Prima categoria che è stata affidata a mister Paolo Lattanzio, ex tecnico della Juniores provinciale. Una scelta coerente con il discorso impostato dal club capitolino che ha voluto la presenza di diversi ragazzi della vecchia Juniores nel nuovo gruppo della Prima categoria. «Per me sarà la prima volta dall’inizio della stagione su una panchina di una prima squadra. In passato ero subentrato in corsa (accadde all’Ardappio, ma anche alla Virtus Divino Amore nel 2013 quando l’allenatore ottenne una incredibile salvezza nella parte finale di stagione, ndr) e l’anno scorso fui chiamato in panchina per l’ultima partita di campionato. Conosco bene i ragazzi della mia vecchia Juniores, ma anche i grandi che componevano “l’ossatura” della Prima categoria. Avremo un gruppo numeroso, ma sicuramente chi rimarrà lo farà per il puro attaccamento alla maglia considerato che non giocheremo né ci alleneremo al “Millevoi”». E’ presto per esprimersi sulle ambizioni della Virtus Divino Amore. «Questo è un anno zero per il club e noi dovremo essere molto bravi a fare gruppo. Il primo obiettivo è quello di ottenere una tranquilla salvezza, poi magari nei prossimi giorni potremmo riuscire a inserire qualche innesto importante e a quel punto i discorsi cambierebbero. Siamo in ritardo rispetto a tutte le nostre concorrenti, per questo chiederò ai ragazzi qualche sacrificio nella parte iniziale per colmare questo “gap”: conto sulla loro disponibilità». Il fatto di giocare lontano dal “Millevoi” potrebbe togliere qualcosa. «Quella è casa nostra e simbolo del nostro senso di appartenenza, ma conosciamo la situazione e dobbiamo cercare di dare tutti qualcosa in più per sopperire a questa mancanza» termina Lattanzio.

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