POLITICA – Recuperare le acque reflue depurate e trasformarle in una risorsa per l’agricoltura e gli altri usi non potabili. È questo l’obiettivo del progetto del Distretto Idrico Circolare Pavona – Santa Maria in Fornarola, il cui percorso è stato avviato dalla Giunta comunale di Albano Laziale attraverso un atto di indirizzo.
L’iniziativa punta a ridurre il consumo di acqua potabile e il ricorso ai prelievi dalle falde, destinando prioritariamente le risorse idriche recuperate alle esigenze agricole e irrigue del territorio. Un progetto che guarda alla sostenibilità ambientale, ma anche al sostegno delle aziende agricole locali, attraverso un modello di gestione delle risorse basato sui principi dell’economia circolare.
Con l’atto approvato, l’Amministrazione comunale chiede a EGATO 2 e ACEA ATO 2 di avviare un’istruttoria tecnico-economica per verificare la fattibilità di una rete dedicata alla distribuzione delle acque depurate. Oltre all’utilizzo in agricoltura, la risorsa potrebbe essere impiegata per l’irrigazione del verde pubblico, gli impianti sportivi e altri utilizzi non potabili consentiti dalla normativa.
Tra i passaggi previsti figura anche l’apertura di un tavolo istituzionale entro trenta giorni, con l’obiettivo di individuare le soluzioni infrastrutturali più adeguate e definire una quota di acqua recuperata da riservare prioritariamente ai fabbisogni del territorio.
La proposta si trova attualmente nella fase di valutazione e, come precisato dall’Amministrazione, non comporta in questa fase impegni di spesa a carico del bilancio comunale.
Un aspetto politicamente rilevante riguarda il rapporto con la vicenda del polo impiantistico di Santa Palomba. Il Comune chiarisce infatti che il progetto del distretto idrico non pregiudica né sostituisce le iniziative e le posizioni già assunte dall’ente e dai comitati territoriali rispetto al polo impiantistico. Due percorsi che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, restano distinti.
L’obiettivo è avviare una nuova strategia per la gestione dell’acqua, valorizzando una risorsa che, attraverso adeguati interventi e infrastrutture, potrebbe contribuire a rispondere alle esigenze del comparto agricolo e a ridurre la pressione sulle riserve idriche locali.
