CRONACA – Per la quinta volta dall’inizio dell’anno, i Palombari della Marina Militare sono tornati nelle acque del Lago Albano per recuperare residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Un intervento reso necessario dal ritrovamento di due ordigni, individuati nelle vicinanze della spiaggia degli Undici Scogli.
A entrare in azione sono stati i Palombari della Marina Militare di stanza a Porto Venere, in provincia di La Spezia, specializzati nelle operazioni di ricerca, recupero e messa in sicurezza degli ordigni esplosivi subacquei.
I due reperti sono risultati essere un proiettile da mortaio da 81 millimetri di fabbricazione italiana, appartenente all’artiglieria pesante, e una bomba a mano, anch’essa di produzione italiana, rinvenuta praticamente a pelo d’acqua nella zona opposta rispetto alla spiaggia degli Undici Scogli.
Le operazioni sono iniziate intorno alle 8 del mattino e si sono concluse poco dopo le 9.30, con il recupero in sicurezza dei due ordigni. Si tratta, con ogni probabilità, di residuati lasciati sul territorio durante le drammatiche fasi della ritirata degli eserciti tedeschi dopo la battaglia seguita allo sbarco di Anzio del 1944.
Quello dei ritrovamenti di ordigni bellici nelle acque del lago non è un fenomeno nuovo. Con il progressivo abbassamento del livello del Lago Albano, infatti, negli ultimi anni sono tornati alla luce diversi reperti risalenti al periodo bellico, rendendo necessarie ripetute operazioni di bonifica.
Una volta recuperati, i due ordigni sono stati presi in carico dagli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, intervenuti per occuparsi della fase successiva: il trasferimento e il successivo brillamento controllato in un’area boschiva all’aperto nella zona dei Pratoni del Vivaro, lontano dai centri abitati.
A supporto delle operazioni hanno partecipato anche i Carabinieri della locale Stazione e i Volontari della Protezione Civile comunale, che hanno fornito assistenza durante le delicate fasi dell’intervento.

