Nuovo piano sanitario regionale: stop alle code infinite nei pronto soccorso

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POLITICA – La Regione Lazio ha varato un nuovo piano per la gestione dei ricoveri che punta a risolvere il problema del sovraffollamento nei Pronto Soccorso non limitandosi a “gestire meglio le code”, ma intervenendo sulle cause strutturali che lo generano. Lo annuncia il presidente Francesco Rocca attraverso una serie di comunicazioni ufficiali.

Il punto di partenza è chiaro: il sovraffollamento non è un problema solo del Pronto Soccorso. Si manifesta lì, ma spesso le cause nascono prima o dopo: posti letto che non si liberano, dimissioni non programmate, trasferimenti lenti e mancanza di risposte alternative sul territorio.

Nel 2025 i Pronto Soccorso del Lazio hanno registrato 1,82 milioni di accessi. Di questi, il 70% erano codici verdi e azzurri, cioè a bassa e media priorità assistenziale. Tra gli over 75, quasi 3 pazienti su 10 hanno poi avuto bisogno di essere ricoverati.

Il nuovo modello introduce regole precise e scadenze temporali:

  Presa in carico al triage entro 30 minuti dall’arrivo. Obiettivo: evitare che le ambulanze restino ferme per ore davanti agli ospedali, utilizzate di fatto come stanze di degenza. L’ambulanza deve tornare il prima possibile a fare ciò per cui esiste: soccorrere.

  Se l’attesa per il ricovero supera le 12 ore, viene coinvolto direttamente il reparto di destinazione. Il principio cambia: non è più soltanto “il paziente del Pronto Soccorso”, ma “il paziente dell’intero ospedale”.

  Programmazione dei posti letto. Entro le 15 del giorno precedente bisognerà sapere quali pazienti potranno essere dimessi. Il letto dovrà tornare disponibile entro le 11 del mattino. Almeno il 60% dei ricoveri provenienti dal Pronto Soccorso dovrà essere effettuato entro le 14. La dimissione si prepara durante il ricovero, non quando la terapia è già terminata.

  Niente “fermo weekend”. Quando negli ospedali con Pronto Soccorso mancano posti letto, anche le strutture private accreditate senza PS dovranno contribuire ad accogliere i pazienti. L’emergenza non conosce il calendario.

L’obiettivo dichiarato è eliminare scene ormai troppo familiari: corridoi affollati, ambulanze bloccate e pazienti in attesa di un letto per ore. Rocca presenta il provvedimento come un intervento strutturale destinato a cambiare le regole di funzionamento del sistema ospedaliero laziale.

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