ATTUALITÀ – “Nel corso del 2025 prosegue il calo delle nascite, in tutte le aree del Paese. Il fenomeno è in larga misura l’effetto della modificazione della struttura per età della popolazione femminile ed in parte dipende dalla diminuzione della propensione ad avere figli.
Le cittadine straniere hanno finora compensato questo squilibrio strutturale; negli ultimi anni si nota, tuttavia, una diminuzione della fecondità delle donne straniere”, sottolinea il nuovo Rapporto Cedap stilato dal Ministero della Salute.
Che indica il Lazio sul mesto podio delle Regioni con la fecondità più bassa e al 4° posto per l’eccessivo ricorso ai tagli cesarei: “La Regione con la fecondità più bassa continua ad essere la Sardegna che presenta un tasso pari a 0,85; seguono il Molise e il Lazio con un numero medio di figli per donna pari, rispettivamente a 1,02 e 1,05”. Nel 2025 ci sono state 31.692 nascite nel Lazio, in calo del 5,3% rispetto al 2024, quando erano stati 33.485 i bebè. Mentre le madri più “anziane” risultano in Sardegna e nel Lazio con il 15,74% e il 14,10% di puerpere ultra-40enni.
TROPPI PARTI CESAREI – “Confermando la tendenza dell’anno precedente, nell’anno 2025 il 29,8% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi è un ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica”, si legge nel Rapporto, che indica il Lazio 4° Regione col 37,3% dietro il podio occupato da Campania (43,7%), Sardegna e Sicilia (39,2%) a fronte di una media nazionale del 29,8%. La percentuale più alta di tagli cesarei (38,78%) è stata registrata nella casa di cura Santa Famiglia, seguono il policlinico Casilino (36,39%) e il San Camillo (35,91% in basso la tabella con i dati delle principali strutture).
LA TOP-10 DEI PARTI – Nella Top-10 degli Ospedali con più parti effettuati nel 2025 nel Lazio la maggioranza è formata dalle strutture private-accreditate: 6 su 10. Di cui 4 occupano l’intero podio fino al quarto posto. A partire dal capolista Policlinico Gemelli con 4.055 parti. Seguito da un altro policlinico, il Casilino, che ha subito “il sorpasso” (lo scorso anno era primo in classifica) per soli 8 bebè, fermandosi a 4047 parti.
Poi un doppio piazzamento dei 2 ospedali dei Fatebenefratelli: al terzo posto il San Pietro sulla Cassia, con 3.347 parti, seguito dall’altro ospedale religioso, quello sull’Isola Tiberina, con 3.055 parti. Per trovare la prima struttura pubblica tocca scendere fino al quinto posto, con il San Camillo e i suoi 1.666 parti. Al sesto posto il Sant’Eugenio, con 1.538 parti. L’unica casa di cura, la Santa Famiglia di Via dei Gracchi, è al settimo posto, con 1.507 parti. Chiudono all’ottavo posto il San Giovanni Addolorata (1.282 parti), il Cristo Re (1.075) e il policlinico Umberto I (1.060).
10 PUNTI-NASCITA SOTTO GLI STANDARD MINIMI – Però ci sono altri 10 Ospedali laziali sotto lo standard minimo per il mantenimento dei punti nascita al di sotto di 500 parti l’anno. Si tratta del requisito fissato dall’Accordo Stato-Regioni del 2010. Nel 2025 i 10 ospedali del Lazio rimasti sotto il requisito minimo dei 500 parti sono stati: Vannini (484 parti), Città di Aprilia (451), Tivoli (423), il Santo Spirito (393), Cassino (392), Formia (359), Sora (352), Rieti (317), Civitavecchia (224) e Velletri (205).
2 SALE-PARTO “ABORTITE” 3 ANNI FA – Nel novembre 2023 la Regione ha deciso l’“interruzione di gravidanza” del nuovo punto-nascita in gestazione all’ospedale Sant’Andrea, dov’era in “travaglio” da ben 7 anni. Stessa sorte anche al policlinico Tor Vergata, dove sala parto e reparto, decretati fin dal 2016, erano stati in ultimo annunciati per il settembre 2023. Però non sono mai “nati”…
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM
