Lago di Castel Gandolfo, 29,5 milioni per salvare la risorsa idrica dei Castelli

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

POLITICA – Un investimento da 29,5 milioni di euro per ridurre la pressione sulla falda dei Colli Albani e intervenire sull’emergenza che sta interessando il Lago Albano. È questo l’obiettivo dell’Accordo Attuativo n. 3 sottoscritto dalla Città metropolitana di Roma Capitale con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale e la STO-ATO2.

Al centro dell’accordo c’è il primo lotto dell’interconnessione acquedottistica Appio Alessandrino–Doganella, nel tratto compreso tra i pozzi di Pantano Borghese e il serbatoio Santa Chiara, a Colonna. Un’opera che punta a trasferire una quota importante di risorsa idrica verso la rete, riducendo così i prelievi dalla falda dei Colli Albani.

L’intervento arriva in un momento particolarmente delicato per il bacino lacustre dei Castelli Romani. Il Lago Albano ha registrato un abbassamento di 76 centimetri, un dato che ha acceso l’attenzione sulla necessità di intervenire per tutelare l’equilibrio idrogeologico dell’area e la stessa disponibilità della risorsa idrica.

L’infrastruttura interesserà direttamente i territori di Roma, Monte Compatri, Colonna e Zagarolo, per un bacino complessivo di 100.794 abitanti nell’Area Intercomunale Sud.

L’operazione ha un valore complessivo di 29.536.000 euro e nasce dalla collaborazione tra diverse istituzioni. La Regione Lazio contribuirà con 3 milioni di euro, attraverso un finanziamento straordinario previsto dalla legge regionale 15/2025: 2 milioni per il 2025 e 1 milione per il 2026.

La Città metropolitana di Roma Capitale metterà direttamente a disposizione un milione di euro, con 500 mila euro già stanziati sul bilancio 2025 e altri 500 mila programmati per il 2026. La parte restante dell’investimento rientra nella programmazione di ATO2, con ACEA ATO 2 come soggetto attuatore.

«La tutela del Lago di Castel Gandolfo non è un semplice intervento tecnico, ma una scelta precisa per proteggere l’ecosistema dei Colli Albani, preservare la risorsa idrica e garantire uno sviluppo sostenibile alle comunità locali», sottolineano il vicesindaco metropolitano Pierluigi Sanna e il consigliere delegato all’Ambiente Rocco Ferraro, che hanno ringraziato anche il capo di gabinetto della Città metropolitana, Francesco Nazzaro, per il contributo fornito all’operazione.

L’obiettivo, in sostanza, è intervenire alla radice di uno dei problemi che stanno mettendo sotto pressione il sistema idrico dei Castelli: ridurre i prelievi dalla falda significa diminuire la pressione sull’area del Lago Albano e rafforzare, allo stesso tempo, la sicurezza dell’approvvigionamento idrico per migliaia di cittadini.

L’accordo rappresenta quindi un passaggio concreto verso una gestione più sostenibile della risorsa idrica, in un territorio dove il calo del livello dei laghi e la pressione sulle falde hanno assunto negli ultimi anni dimensioni sempre più evidenti.

Condividi.

Non è possibile commentare.