CRONACA – Una presunta associazione per delinquere specializzata in truffe ai danni di imprenditori e proprietari di immobili è stata smantellata dai Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento “Criminalità diffusa e grave”, nei confronti di tre uomini di età compresa tra i 57 e i 73 anni.
Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, sostituzione di persona, tentati furti e falsificazione di atti. Le indagini, sviluppate tra il 2023 e il 2025 con intercettazioni telefoniche, pedinamenti elettronici tramite GPS e attività investigative tradizionali, hanno consentito di ricostruire l’attività del gruppo, operante tra gennaio 2023 e luglio 2024.
L’organizzazione agiva principalmente a Roma e nella provincia, ma aveva esteso il proprio raggio d’azione anche in altre regioni italiane. Nei Castelli Romani le attività investigative hanno interessato in particolare i comuni di Marino, Ariccia e Rocca di Papa, dove gli indagati avrebbero individuato alcune delle potenziali vittime.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, al vertice del gruppo vi erano esponenti della cosiddetta “vecchia guardia” della criminalità romana, alcuni con precedenti penali risalenti agli anni Sessanta e Settanta. Nonostante si presentassero come intermediari di fondi d’investimento internazionali, emissari di facoltosi imprenditori stranieri o personaggi vicini al mondo della finanza, gli incontri per pianificare le truffe e dividere i profitti avvenivano in comuni bar e tavole calde del quartiere romano di Centocelle.
Le vittime venivano selezionate attraverso accurate ricerche nei registri immobiliari e individuate soprattutto tra imprenditori edili, proprietari di alberghi, attività commerciali e strutture ricettive.
Gli investigatori hanno documentato diversi stratagemmi utilizzati dal gruppo. In alcuni casi gli indagati si sarebbero presentati vestiti da sacerdoti o funzionari dello IOR e del Vicariato di Roma, promettendo finanziamenti a tasso zero o appalti milionari per lavori in strutture religiose, chiedendo però ingenti somme di denaro come presunte offerte benefiche o garanzie fideiussorie.
In altre circostanze si sarebbero invece spacciati per intermediari di fondi lussemburghesi o rappresentanti di facoltosi magnati russi interessati all’acquisto di hotel di lusso, ricorrendo anche a falsi notai e a documentazione contraffatta per convincere i venditori a versare elevate commissioni anticipate.
Tra gli episodi contestati figura anche il tentativo di mettere in scena la cosiddetta truffa del “liquido nero”, facendo credere a un imprenditore straniero di poter moltiplicare il denaro attraverso un presunto procedimento chimico. Il piano prevedeva persino l’irruzione di complici travestiti da Carabinieri, muniti di finte radio, manette, palette di servizio e falsi verbali di perquisizione, con l’obiettivo di intimorire la vittima e impedirle di denunciare l’accaduto.
Nel periodo monitorato gli investigatori hanno accertato un profitto illecito di circa 7 mila euro, ottenuto attraverso una delle truffe contestate. Tuttavia, secondo la Procura, il tempestivo intervento dei Carabinieri ha impedito che venissero portati a termine ulteriori raggiri che avrebbero potuto fruttare all’organizzazione fino a 12,5 milioni di euro.
Durante le perquisizioni domiciliari e sui veicoli in uso agli indagati, i militari hanno sequestrato numeroso materiale utilizzato per i raggiri, tra cui armi a salve prive del tappo rosso, mazzette di banconote fac-simile, sostanze impiegate per la truffa del “liquido nero”, manette, falsi tesserini delle forze dell’ordine, spille con lo stemma del Vaticano e accessori ecclesiastici.
