I cappellani ospedalieri nel Lazio sono più di 50 e “costano” circa 2 milioni di euro all’anno

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ATTUALITÀ – A Roma e nel Lazio l’unica carenza di camici bianchi che non c’è è tra coloro che li indossano sopra le tonache nere: i cappellani ospedalieri.

Il loro “ora et labora” nelle corsie dei nosocomi regionali conta, infatti, più di 50 cappellani, per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 2 milioni di euro l’anno. Il “convento” più popolato è quello interno all’Umberto I.

8 RELIGIOSI ALL’UMBERTO I – Nell’ospedale più grande di Roma il primo luglio è stata rinnovata la convenzione con la diocesi di Roma per il “servizio di assistenza religiosa nel Policlinico con un contingente convenzionato di complessive n. 7 unità di sacerdoti Cappellani, di cui uno con funzioni di Coordinatore, e con la presenza di una Religiosa con mansioni di accoglienza presso la Cappella Maggiore del Policlinico”, che aumenta da 280 a 292 mila euro l’anno.

Come previsto dalla convenzione, agli 8 religiosi l’azienda ospedaliera deve mettere “a disposizione il locale Chiesa o Cappella, con sagrestia, gli arredi ed attrezzature di pertinenza; gli alloggi per i Cappellani, forniti di stanze singole, servizi, cucina comune ed un locale ad uso ufficio-parlatorio; l’arredamento normale di mobilio e biancheria da casa”.

La convenzione inoltre prevede a carico dell’azienda “l’erogazione dei servizi essenziali per il funzionamento degli alloggi (acqua, gas, energia elettrica, riscaldamento, telefono); la manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi; la fornitura periodica delle derrate alimentari in ragione dei fabbisogni dei religiosi; il permesso di accesso permanente e sosta per le auto dei Cappellani; l’uso della sala di riunioni per le attività pastorali e culturali religiose, e il rimborso spese per i paramenti, i libri liturgici e quanto serve (cera, ostie e vino) per le celebrazioni”.

GLI AUMENTI DA GENNAIO – Nei Castelli romani dal gennaio scorso è anche scattato l’aumento degli stipendi dei cappellani ospedalieri: “a seguito degli ultimi aggiornamenti contrattuali, il trattamento economico della figura del Collaboratore Amministrativo (equiparata alla figura del Cappellano Diocesano) è pari a € 2.047,99 (lordo mensile) e, pertanto, i relativi rimborsi saranno riformulati nella stipulanda convenzione con decorrenza 01/01/2026”, ha scritto l’Asl Roma 6.

L’azienda sanitaria dei Castelli romani ha infatti rinnovato gli “schemi di convenzione con le Diocesi di Albano e di Velletri-Segni e Frascati per il servizio di assistenza religiosa nei Presidi afferenti alla Asl Roma 6 per la durata di anni 2: l’onere economico derivante dal presente atto è pari ad € 445.240”. Nella convenzione l’Asl, “per garantire il servizio di assistenza religiosa, mette a disposizione quanto segue: gli alloggi per i Cappellani, ubicati nei rispettivi ospedali, forniti di stanze singole, servizi, cucina comune ed un locale ad uso ufficio-parlatorio per ogni stanza; la fornitura essenziale di mobilio e biancheria”.

L’ “ASSISTENZA SPIRITUALE” – Per assicurare “una presenza discreta e umanizzante accanto ai malati ed alle loro famiglie e ad offrire loro assistenza spirituale, nel rispetto delle convinzioni religiose di ciascuno”, l’Asl Roma 2 nel marzo scorso ha stipulato una convenzione biennale con le congregazioni di suore per una spesa complessiva di 420 mila euro.

Tre suore per l’Ospedale Sant’Eugenio e 4 per il Cto-Alesini (nel quale l’Asl “concede e garantisce di vivere in comunità all’interno del Presidio stesso”).Nei 2 Ospedali le suore hanno l’impegno, secondo quanto scritto nella convenzione, di “curare la preparazione e lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche; provvedere alla pulizia ordinaria degli arredi e dei paramenti sacri e fornire ai Cappellani i pasti giornalieri che saranno consumati di norma nella saletta da pranzo attigua all’appartamento delle suore.

L’ASL Roma 2 provvede al rimborso delle spese per la fornitura dei pasti ai Cappellani, con l’assegnazione settimanale di generi alimentari in misura congrua. Il prelevamento di tali generi sarà fatto dalla Superiora, o da persona da lei delegata, presso la mensa dell’Ospedale”. Lo scorso anno l’Asl Roma 2 ha stipulato anche una convenzione triennale per 7 cappellani nei 3 ospedali Pertini, Sant’Eugenio e Cto per 814 mila euro (costo annuale 271 mila euro, in aumento rispetto al 2024, quando era di 239 mila euro).

L’Asl “inoltre provvederà all’alloggio dei Cappellani, in camere singole con servizi, cucina e dispensa, al vitto confezionato nelle cucine ospedaliere; all’erogazione delle forniture e dei servizi essenziali per il funzionamento degli alloggi (acqua, energia elettrica, gas, riscaldamento, ecc.) e al servizio telefonico; alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli alloggi; alla fornitura di biancheria da casa, nonché di arredi sacri e biancheria per la Chiesa e la Cappella (candele, vino da Messa, particole, sussidi liturgici)”. I sacerdoti sono inquadrati come “Collaboratore Amministrativo (VII livello), con riferimento al Cappellano, oltre la tredicesima mensilità”.

FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM

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