ATTUALITÀ – Continua la fuga dei medici dagli ospedali pubblici laziali. Non solo da quelli di provincia o periferici, ma anche da quelli più grandi, come il San Camillo, che ha dovuto rinunciare all’arruolamento di medici specializzati in Malattie dell’Apparato Respiratorio perché hanno rinunciato tutti i camici bianchi presenti nella graduatoria. Il nosocomio di Circonvallazione Gianicolense si ritrova, dunque, con l’organico dal “fiato corto”.
Dopo il niet degli 8 specialisti presenti nella graduatoria stilata “per il conferimento di n. 2 incarichi libero-professionali a professionisti specializzati in Malattie dell’Apparato Respiratorio, per lo svolgimento di attività clinico-assistenziali ad elevata complessità”. L’azienda, infatti, ha dovuto “prendere atto delle rinunce formalizzate dai candidati classificati dal primo all’ottavo posto della graduatoria di merito e, conseguentemente, di dichiarare conclusa con esito negativo la procedura”.
Che prevedeva “incarichi libero professionali per un compenso orario di € 60,00/h, per un impegno orario medio valutato in 38 ore settimanali, fino al 30/09/2026”.
COLLEFERRO: “GRAVE SITUAZIONE” – E nella provincia romana la situazione è ancor più carente. Il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, ha scritto all’Asl Roma 5 per “segnalare la grave situazione in cui versa la diabetologia del Distretto di Via degli Esplosivi” (come a Subiaco, dove da mesi arrivano i medici dall’Ospedale di Tivoli in trasferta per coprire gli appuntamenti ambulatoriali).
A Colleferro “il servizio è completamente in panne e gli utenti lo segnalano ogni giorno a noi rappresentanti delle comunità locali- sottolinea il sindaco- Stessa cosa dicasi per la guardia medica con assenze che costringono i cittadini ad andare molto lontano per un semplice certificato. Segnalo inoltre le gravi carenze di materiali come ad esempio quelli necessari al regolare funzionamento delle attività dell’Ambulatorio di Odontoiatria sempre presso il Distretto. Chiedo pertanto alla Direzione Generale un intervento che possa sanare tale situazione, evitando di esporre i cittadini tutti a rischi elevati per la propria salute”.
L’ASSISTENTE MEDICO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE – All’Istituto Spallanzani, invece, i medici si faranno “spalleggiare” dal nuovo “dottor AI”, il supporto dell’intelligenza artificiale, per il disbrigo delle “attività amministrative e documentali a carico dei professionisti sanitari”. Perché c’è “la necessità di dotare l’Istituto di un assistente medico di intelligenza artificiale MedSense basato sul modello VerMed-AI Medical1, finalizzato a supportare, mediante tecnologie di riconoscimento vocale e comprensione del linguaggio naturale, la trascrizione automatica, la generazione di documentazione clinica”, scrive l’Istituto.
Nel quale, davanti alla “crescente complessità dei percorsi assistenziali e l’evoluzione digitale in ambito sanitario, che comportano un significativo incremento delle attività amministrative e documentali a carico dei professionisti sanitari”, si è dunque deciso di “migliorare l’interazione tra operatori sanitari, l’efficienza dei processi organizzativi e la qualità complessiva dei servizi erogati, nonché a verificare l’efficacia e la sostenibilità dell’introduzione di soluzioni di IA nei contesti clinici dell’Istituto”, acquistando un assistente medico di intelligenza artificiale per 169 mila euro.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM

