
ATTUALITÀ – Caos-Case della Comunità nel Lazio: a 17 giorni dalla scadenza prevista dal Piano Pnrr, che nel 2022 le ha finanziate per 158 milioni e mezzo di euro, finora ne sono state inaugurate soltanto 45 sulle previste 122 (pari al 37%). Ne mancano all’appello, dunque, ben 77.
Ma il caos regna sovrano anche nelle 45 Case già in funzione. Perché al loro interno sono in vigore orari e servizi diversi, anche nell’ambito delle stesse Asl e dei diversi Distretti. Stando a quanto riportato sullo stesso sito della Regione, infatti, ci sono soltanto 14 Case della Comunità “aperte sabato, domenica e festivi”: Montespaccato, Valle Aurelia, Primavalle, Santa Maria della Pietà, Montesacro, Antistio, San Felice, Frantoio, Casal de Merode-Tor Marancia, Decima-Torrino, Sant’Agostino, Acilia, Campagnano di Roma e Palombara Sabina. A fronte di un numero doppio, ben 28, di Case “chiuse” nel fine settimana. Le uniche 2 Case lasciate senza indicazioni sul sito regionale sono quelle di Tivoli e Subiaco, che sono entrambe strutture “Hub”: ma non c’è né “sì”, né “no” sull’apertura nel week-end.
LE LINEE DI INDIRIZZO – Però questi orari indicati dal sito regionale non corrispondono al tipo di classificazione prevista nel Pnrr: nel Piano sono indicate 79 Case della Comunità “Hub” (le più fornite, in servizio h24) e 34 “Spoke” (quelle minori h12) ed erano attese entro la fine del maggio scorso peraltro (mentre le restanti 9 “tra giugno e luglio”). Perché le linee di indirizzo ministeriali, codificate dall’Agenzia ministeriale Agenas, stabiliscono invece che “nella Casa della Comunità hub è garantita la presenza medica h 24, 7 giorni su 7, anche attraverso il servizio di continuità assistenziale; presenza infermieristica h 24, 7 giorni su 7”.
Invece di servizi continuativi 7 giorni su 7 ce ne sono ancora pochissimi. Con orari a macchia di leopardo anche nell’ambito delle stesse Asl. Gli orari minori, invece, dovrebbero essere solo per le restanti 34 Case della Comunità “Spoke”, che sono Via Boccea 625, Angelico, dei Frentani, Consolata, Via Galli, Canova, Valle Aurelia, Malfante e Stazione di Cesano a Roma, poi Ariccia, Ciampino, Bagnoregio, Bolsena, Antrodoco, Magliano, Carpineto, Cave, Castel Madama, Gorga, Arsoli, Artena, Fonte Nuova, Ciciliano, Valmontone, Genazzano, San Vito, Rocca Priora, Genzano, Nettuno, Soriano nel Cimino, Castel di Tora, Borgo Sabotoni, Latina Scalo e San Felice Circeo.
11 TIPI DI ORARI DIVERSI – Invece per gli ambulatori infermieristici e i punti prelievi laziali ci sono ben 11 orari diversi, mentre per gli ambulatori medici ci sono 4 tipi di orari. L’ambulatorio infermieristico osserva infatti “Orari Lunedì – Domenica: 7:30 – 19:30” in 5 Case della Comunità (Eroi – Montespaccato – Nomentano – Casalotti – Primavalle). Poi “Lunedì-Sabato: 10:45 – 12:45” a Valle Aurelia. Dal “lunedì al sabato dalle 11.00 alle 13.00” a Vigne Nuove e Montesacro. Dal “lunedì-venerdì 8:00-13:00” in Via Antistio. Dal “lunedì-venerdì 10:30-13:00” in Via di San Felice. Dal “lunedì-venerdì 12:00-13:00 – lunedì e mercoledì 14:00-19:00, martedì e venerdì 14:00-18:00, giovedì 14:00-18:30” nella Casa della Comunità Malfante-Navigatori. Mentre a Tivoli “dal lunedì alla domenica 8:00-20:00”.
Accesso libero “attivo h12 7 giorni su 7” a Zagarolo, Formia e Gaeta. Dal lunedì al venerdì dalle ore 07:30 alle ore 13 a Palombara Sabina e, “dal lunedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 8 alle 14” a Bolsena. Undici orari cangianti anche per i Punto Prelievi: dal lunedì al sabato dalle 7:30 alle 10:15 (Montesacro), lunedì-sabato 8:00-18:00 (Via San Nemesio – Via del Frantoio), lunedì-sabato 07:45-12:00 (La Rustica – Casal De Merode – Monza). Dal lunedì al sabato dalle ore 07.45 alle 10.30 (Torrino), dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 10:30 (Pietralata), dal lunedì al sabato dalle 7:45 alle 10:30 (Ostiense-Laurentino). Solo il giovedì dalle ore 08:00 alle ore 10:00 a Subiaco. Dal lunedì al sabato dalle ore 07:30 alle ore 11 a Tivoli.
Dal lunedì al sabato dalle ore 7:45 alle ore 10 (Zagarolo). Infrasettimanale a Formia: “Martedì, Giovedì e Sabato 8:00-9:30”. E dal lunedi al venerdi dalle ore 7:30 alle ore 09:30 a Gaeta. Gli ambulatori medici variano: “sabato, domenica e festivi 10:00-19:00” nelle Cdc Eroi, Montespaccato, Valle Aurelia, Via Antistio, San Felice, Via del Frantoio, Casal De Merode, Torrino e Primavalle. Invece dalle ore “8.00-20.00, 7 giorni su 7” a Santa Maria della Pietà, Montesacro e Palombara. “Dal lunedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 8 alle 20” a Bolsena e “dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17,30 – il sabato dalle 8 alle 14” a Bagnoregio e Soriano nel Cimino. Per 5 Cdc, invece, gli orari non sono indicati: Villaggio Prenestino, Via delle Averle, Tiburtino 3°, Morena e Appio Claudio.
“CONFUSIONE NELLE CASE DELLA COMUNITA’” – Anche i 2 principali sindacati dei medici di famiglia, Fimmg e Smi, hanno scritto alla Regione Lazio e alle 10 Asl protestando contro il “permanere di una profonda incertezza e confusione in merito alle modalità di attivazione delle Case di Comunità, ed in particolare della presenza dei Medici di Medicina Generale del Ruolo Unico”. A giudizio della Fimmg, infatti, “le Aziende Sanitarie Locali agiscono in modo del tutto disomogeneo non solo tra loro, ma persino da un distretto all’altro”. Il sindacato denuncia “episodi inaccettabili di pressione nei confronti dei Medici del Ruolo Unico, i quali vengono spesso minacciati di trasferimenti d’ufficio in Case della Comunità distanti dalle proprie sedi storiche, o persino della chiusura dello studio e della revoca della convenzione. Ci riferiscono di procedure del tutto estemporanee e improprie, quali il sorteggio per I’assegnazione delle ore, nomine d’ufficio dei coordinatori dell’attività oraria non condivise con gli operatori”. E alla fine, conclude la Fimmg, “il risultato è l’inevitabile creazione di disservizi per I’utenza”. Anche i sindacalisti dello Smi hanno “appurato che le ASL operano in maniera diversa le une dalle altre, e persino da un distretto all’altro, vessando i medici di medicina generale a volte con vere e proprie minacce di spostamenti in Case di Comunità lontane dal proprio studio o, peggio ancora, di chiusura dello studio o di revoca della convenzione”.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM


