
ATTUALITÀ. – Otto anni dopo la sua inaugurazione, il Nuovo Ospedale dei Castelli (Noc) è ancora senza i letti di Terapia semi intensiva all’interno del reparto di Medicina d’Urgenza.
E scatta l’emergenza nel nosocomio di Ariccia, che ancora attende l’apertura di ben 125 letti rispetto ai 350 posti annunciati dalla Regione nel 2018. Ma il Noc non è il solo ospedale dell’Asl Roma 6 carente di camici bianchi: la stessa azienda sanitaria scrive di avere “estrema difficoltà nel reclutamento di Medici disciplina Emergenza Urgenza”.
Mancano ben 23 medici e questa carenza influisce anche sulla già “grave criticità di personale medico per la copertura dei turni presso il Pronto Soccorso del P.O. di Anzio”, nel quale peraltro “si registra un rilevante aumento della popolazione nei comuni del litorale insistenti sul territorio aziendale nei mesi estivi, con conseguente incremento dell’afflusso ai Pronto Soccorso e maggiore pressione sui servizi di emergenza”.
Però, siccome c’è la “necessità aziendale di contenere il ricorso ai servizi esternalizzati tramite cooperative, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute”, l’Asl è costretta a privilegiare “il conferimento di incarichi libero professionali diretti” ai medici: ora ne sono stati ingaggiati 2 per il Ps di Anzio.
“SOSTA PER TEMPI INDEFINITI NEI PS” – Ma l’emergenza ancor più grave riguarda l’Ospedale dei Castelli, nel quale “la mancanza di posti letto Terapia Semi Intensiva all’interno della Medicina d’Urgenza costringe i pazienti critici a sostare per tempi indefiniti nei locali del Pronto Soccorso, aggravando sia quantitativamente che qualitativamente il fenomeno del boarding”, scrive la stessa Asl Roma 6, che ribadisce d’aver bisogno di 23 medici per poter attivare “tutte e quattro le Medicine d’Urgenza presso i Pronto Soccorso aziendali”.
Nei quali “l’attivazione delle Medicine d’Urgenza consente di contrastare il fenomeno del boarding e di ridurre i tempi di permanenza dei pazienti in attesa di ricovero, ottimizzando i flussi assistenziali ed evitando ricoveri inappropriati in degenza ordinaria o il ricorso ridondante ad accertamenti diagnostici di II livello”, scrive l’azienda.
GLI ANNUNCI DEL 2018 – “Il nuovo ospedale dei Castelli romani sarà operativo dal 13 dicembre prossimo”, annunciò l’8 novembre del 2018 la Regione, che aggiunse: “il nuovo nosocomio, una volta a regime, disporrà di circa 350 posti letto, con oltre 1.100 operatori sanitari al lavoro”.
Otto anni dopo, invece, nel Piano Pars 2026 dell’Asl sono indicati solo “225 posti letto ordinari nei Dati di Attività Presidio Ospedale Dei Castelli” (tabella in alto). Quindi ben 125 posti letto in meno rispetto agli annunci del 2018. E soltanto il mese scorso, con la Deliberazione 341 del 14 maggio, la Regione ha provveduto al “Rilascio dell’autorizzazione all’esercizio ed accreditamento istituzionale, in ampliamento, in parziale attuazione delle previsioni, della configurazione dei posti letto” aggiuntivi (32 in totale, di cui 22 posti letto ordinari in più nel reparto di Medicina generale, 5 in Oncologia e 5 in Neurologia).
Quindi, ha scritto la Regione, “per effetto del presente provvedimento, la configurazione complessiva della struttura è la seguente: complessivi n. 306 posti letto (n. 274 p.l. ordinari + n. 32 posti diurni)”. Dunque ancora 44 posti letto in meno rispetto ai 350 annunciati dalla Regione 8 anni fa.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM
