CRONACA – Dopo il recente incidente avvenuto nel territorio comunale di Nemi, al confine con Velletri e Rocca di Papa, che ha coinvolto un’autovettura e un toro inselvatichito, l’Ente regionale Parco dei Castelli Romani è tornato a intervenire sulla questione dei bovini allo stato brado presenti nell’area boschiva dei Castelli Romani.
Attraverso una nota ufficiale, il Parco ha ricordato il lavoro svolto in questi mesi insieme ai Sindaci dei Comuni interessati e alla ASL Roma 6, sottolineando come il confronto e l’attività di coordinamento non si siano mai interrotti.
L’Ente ha evidenziato il proprio ruolo di realtà sovracomunale impegnata in un delicato lavoro di mediazione tra i territori coinvolti, considerando che gli animali inselvatichiti non rimangono entro i confini di un singolo Comune ma si spostano continuamente tra le aree boschive del comprensorio, rendendo la gestione del fenomeno particolarmente complessa.
Secondo quanto riportato dal Parco dei Castelli Romani, la problematica ha origini lontane ma l’attuale amministrazione regionale ha deciso di affrontarla concretamente fin dal proprio insediamento nel 2024.
Nella nota viene inoltre rivolto un invito ai Comuni maggiormente interessati dal fenomeno — Rocca di Papa, Ariccia, Nemi, Velletri e Rocca Priora — affinché possano utilizzare gli strumenti previsti dalle “Linee Guida per la predisposizione degli interventi di contenimento della fauna inselvatichita” (DGR 454/2025), pubblicate dalla Regione Lazio.
Le linee guida sono state predisposte con l’obiettivo di supportare le amministrazioni locali nella gestione del fenomeno, semplificando la realizzazione dei piani di contenimento e prevedendo anche risorse economiche dedicate.
L’Ente Parco ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare con i Sindaci del territorio per affrontare insieme la problematica, sottolineando come il lavoro di squadra rappresenti l’unica strada efficace per garantire sicurezza, trasparenza e risposte concrete alle esigenze delle comunità locali.
