
ATTUALITÀ – Premi malgrado le 8 aziende ospedaliere nel 2023 abbiano accumulato disavanzi per oltre mezzo miliardo di euro (-536.534.907). Dal 2021 al 2025 il profondo rosso è arrivato a quasi -3 miliardi.
Mentre i loro bilanci continuano ad accumulare perdite-record, ci sono solo “vincite” delle “premialità”, invece, per i direttori generali delle aziende ospedaliere laziali. Almeno stando agli “esiti della verifica concernente il conseguimento degli obiettivi di salute e funzionamento di ordine sanitario da parte dei Direttori Generali e dei Commissari Straordinari delle Aziende e degli Enti del SSR, assegnati per l’anno 2023” appena deliberati dalla Regione Lazio.
La quale ora ha “preso atto che i Direttori Generali e i Commissari straordinari delle Aziende e degli Enti del SSR hanno trasmesso alla Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria le relazioni relative al grado di raggiungimento degli obiettivi loro assegnati in cui sono stati esplicitati gli aspetti salienti, le eventuali criticità riscontrate con le motivazioni del parziale o mancato raggiungimento, le azioni correttive adottate o da adottare, oltre a tutta la documentazione volta a comprovare il raggiungimento degli obiettivi stessi”.
E così “la Direzione Regionale Salute e integrazione sociosanitaria, avvalendosi delle aree regionali competenti, ha predisposto le risultanze della propria valutazione in ordine al raggiungimento degli obiettivi” dei direttori generali. Ed ora “la Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria provvederà a dare comunicazione degli esiti della suddetta verifica a ciascuno degli interessati ed a ciascuna Azienda ed Ente del SSR al fine del riconoscimento della premialità, quale quota integrativa del trattamento economico per l’anno 2023, in relazione al periodo di svolgimento dell’incarico, di ciascun Direttore Generale e/o Commissario Straordinario” (in basso la tabella delle valutazioni regionali 2023).
PERDITE & PREMIALITA’ – Però questo “riconoscimento della premialità, quale quota integrativa del trattamento economico per l’anno 2023, in relazione al periodo di svolgimento dell’incarico, di ciascun Direttore Generale” è arrivato malgrado le 8 aziende ospedaliere nel 2023 abbiano accumulato perdite per oltre mezzo miliardo di euro (-536.534.907).
All’Umberto I, l’azienda che nel 2023 presentava le perdite più alte del Lazio e d’Italia (-138 milioni e 972 mila euro) la Regione ha infatti assegnato 72 punti su 100 al direttore generale (l’anno prima il policlinico della Sapienza aveva raggiunto il profondo rosso di -160.676.448 col +26,4% rispetto al 2021). Sul mesto podio dei consuntivi 2023 seguivano il San Camillo-Forlanini con -115 milioni e 367 mila euro (72 su 100 il voto della Regione per il dg) e il San Giovanni-Addolorata con -83 milioni e 527 mila euro (75 voti su 100 al dg). Per l’Ifo-Regina Elena, che era passato da -42 milioni del 2022 a -30 milioni del 2023 sono 78 i voti assegnati dalla Regione.
Più contenuta la riduzione dei disavanzi sia per il policlinico Tor Vergata, passato da -58 milioni a -51 milioni nel 2023 (72 voti su 100) che per il Sant’Andrea passato da -68 milioni a -61 nel 2023 (73 voti). Invece voti massimi, pari a 100, per lo Spallanzani e l’Ares 118: l’istituto nazionale malattie infettive nel 2023 aveva ridotto le perdite da -40 milioni del 2022 a -31 milioni nel 2023. Mentre l’Ares 118 le aveva quasi dimezzate, passando da -42 milioni del 2022 ai -24 milioni del 2023.
-3 MILIARDI IN 5 ANNI – Ma da decenni i bilanci sono da “codice rosso” per le 8 aziende ospedaliere del Lazio, che nel 2025 hanno accumulato perdite per ben 656 milioni e 827 mila euro. Un’impennata (pari al +13,5% rispetto al 2024) che ha fatto segnare il livello più alto mai raggiunto dal profondo rosso registrato negli ultimi 5 anni dalle 7 sorelle ospedaliere più l’Ares 118, ora arrivato complessivamente a quasi -3 miliardi nel quinquennio (per essere precisi -2 miliardi e 904 milioni) con una media di 580 milioni perduti ogni anno dal 2021 ad oggi.
L’AUMENTO PER I DG – Nel luglio scorso, malgrado l’incremento delle perdite (il disavanzo 2024 era aumentato di 31 milioni e 658 mila euro, +5,7%, rispetto al 2023) nelle 8 aziende ospedaliere del Lazio la Regione ha aumentato pure gli stipendi dei loro direttori generali. Un incremento costato ai contribuenti oltre 300 mila euro l’anno. La Regione ha, infatti, deliberato “l’aggiornamento del trattamento economico annuo dei Direttori Generali delle Aziende e degli Enti del SSR e determinazione del trattamento economico annuo del Direttore Generale dell’Azienda Regionale Sanitaria Lazio.0”.
Dal luglio scorso, quindi, si è proceduto “alla rideterminazione del trattamento economico omnicomprensivo da attribuire ai Direttori Generali delle 19 Aziende ed Enti del SSR, nonché alla determinazione di quello spettante al Direttore Generale dell’Azienda regionale sanitaria Lazio.0, stabilendo un trattamento economico annuo dei Direttori Generali pari all’importo di € 154.937,07, con possibilità di maggiorazione fino al venti per cento dello stesso, previa valutazione dei risultati di gestione ottenuti e della realizzazione degli obiettivi assegnati al Direttore Generale con provvedimento della Giunta regionale”.
Questo aumento ha portato più costi per la Regione di oltre 300 mila euro in più per ogni anno perché, come ha quantificato l’Asl Roma 3, ha fatto scattare anche l’adeguamento degli altri “compensi collegati al trattamento economico attribuito al Direttore Generale: è da applicare al Direttore Amministrativo, al Direttore Sanitario, al Presidente e ai Componenti dell’OIV e al Presidente e ai Componenti del Collegio Sindacale”. Quindi con alcuni “costi derivanti dall’integrazione pari complessivamente ad € 43.377”.
Fino al luglio scorso, infatti, le 18 aziende laziali erano ripartite in 3 fasce: nella A c’erano 4 aziende (Asl Roma 1 e Asl Roma 2, Umberto I e San Camillo-Forlanini) con una retribuzione annuale per i dg di 154.937 euro. Nella fascia B c’erano 8 aziende (Asl Roma 5, Asl Roma 6, Asl Viterbo, Asl Latina, Asl Frosinone, San Giovanni-Addolorata, Sant’Andrea e Policlinico Tor Vergata) con una retribuzione annuale per i dg di 147.190 euro. Nella fascia C c’erano 4 aziende (Asl Roma 3, Asl Roma 4, Asl Rieti e Ares 118) con una retribuzione annuale per i dg di 113.443 euro.
Dal luglio scorso, invece, con la nuova Deliberazione, tutti i 13 direttori generali di fascia B e C, e la nuova Azienda 0 sono stati “promossi” in fascia A con l’attribuzione della stessa retribuzione già assegnata ai 4 dg della Fascia A (154.937 €) con aumenti che vanno dai 7.747 per gli 8 dell’ex fascia B ai 15.494 euro per i 4 dell’ex fascia C sin dallo stipendio del luglio scorso.
L’UTILE DELLE ASL – Otto delle 10 aziende sanitarie locali, invece, nel 2023 erano approdate in terreno positivo dopo 4 anni di pareggi, azzerati in sede di pre-consuntivo dalla Regione. Un’operazione però contestata negli anni scorsi dalla Corte dei Conti, soprattutto per quanto riguarda le Asl Latina e Roma 2 (“mostra un risultato in pareggio in ragione di una operazione di adeguamento nell’erogazione dei contributi che avviene prima della chiusura dell’esercizio- scrissero i magistrati contabili- Ad avviso della Sezione si tratta di erogazioni effettuate alla fine dell’esercizio, ma prima della chiusura, che consentono alla Asl di mostrare un risultato finale in pareggio”). Com’è avvenuto anche nei consuntivi delle 2024 e 2025 delle 10 Asl, con i bilanci tutti “azzerati” dalla Regione in sede di pre-consuntivo.
FONTE REFERT – REFERT.SUBSTACK.COM
