
POLITICA – Seduta infuocata quella del Consiglio comunale di Velletri di oggi in seconda convocazione e trasformatosi in poche battute in un durissimo scontro politico tra maggioranza e opposizione.
Il nodo della giornata: il metodo con cui l’aula ha affrontato alcuni dei punti più importanti all’ordine del giorno, a partire dal rendiconto 2025.
La riunione si è aperta con diversi scranni ancora vuoti. Alcuni consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, sono arrivati con qualche minuto di ritardo, mentre ha fatto ancora rumore l’assenza della rappresentanza di “Difendere Velletri”, ormai diventata plasticamente un caso politico all’interno della coalizione che sostiene l’amministrazione comunale.
In questo quadro, nel giro di circa sei minuti il Consiglio ha votato l’inversione di un punto all’ordine del giorno, approvato il rendiconto 2025, un debito fuori bilancio e le immediate esecutività. Una sequenza rapidissima che ha provocato la reazione immediata dei consiglieri di opposizione, convinti che una materia così rilevante meritasse tempi più ampi e un dibattito pubblico e politico.
Il clima si è surriscaldato ulteriormente quando l’assessore Cristian Simonetti ha iniziato a illustrare il punto successivo, relativo al regolamento per l’uso qualitativo degli spazi pubblici connessi alle attività commerciali, i cosiddetti dehors, tanto che l’assessore ha dovuto fermare l’illustrazione del punto.
Il primo a intervenire con toni molto duri è stato il consigliere del Partito Democratico Edoardo Menicocci, che ha contestato apertamente la rapidità con cui era stato approvato il bilancio consuntivo.
Secondo Menicocci, assistere all’approvazione di un documento così importante “in un tempo record di sei minuti” rappresenta un fatto vergognoso per le istituzioni cittadine. Il consigliere dem ha sottolineato come il voto sia avvenuto in assenza di numerosi esponenti della maggioranza e di diversi rappresentanti della giunta, evidenziando una situazione politica che, a suo giudizio, certifica la fragilità dell’assetto amministrativo.
Ancora più pesante il passaggio in cui Menicocci ha parlato di una “dittatura della minoranza”, ribaltando la tradizionale idea della forza dei numeri della maggioranza consiliare. Per il consigliere Pd, infatti, non si tratta più di una maggioranza compatta che governa, ma di un gruppo ridotto che prova a tirare avanti senza coesione interna e senza confronto politico reale.
Menicocci ha poi accusato l’amministrazione di aver mancato di rispetto non solo all’opposizione, ma persino ai propri consiglieri e alle forze politiche che formalmente ne fanno parte. Da qui l’affondo finale: la città, ha sostenuto, vive un peggioramento costante mentre la qualità del governo locale continua a indebolirsi: “Potete ancora nascondervi dietro i numeri della maggioranza ma guardatevi negli occhi, questa non è la dittatura della maggioranza, è la dittatura della minoranza, state mettendo in scena il peggior momento storico politico della nostra città e ve ne assumerete tutte le responsabilità, la città sta peggio perché la maggioranza sta sempre peggio. Questo è un precedente che ci metterà in difficoltà rispetto ai futuri lavori consiliari”.
Alla protesta si è unita anche la consigliera Marilena Ciarcia di “Buona Velletri a tutti”, ma uno degli interventi destinati a lasciare il segno politico maggiore è stato quello della consigliera Giulia Ciafrei di “Velletri Noi Domani”.
Ciafrei ha impostato il proprio discorso sul concetto di responsabilità istituzionale e sul valore pubblico dell’assemblea comunale. “Non si può gestire la cosa pubblica in questo modo, perché la cosa è pubblica”, ha affermato, rimarcando che il Consiglio non appartiene a una sola parte politica ma rappresenta l’intera città.
Il passaggio più incisivo del suo intervento ha riguardato proprio l’assenza di una parte della maggioranza, con riferimento esplicito a “Difendere Velletri”. Da qui la frase destinata a diventare il simbolo della giornata: “Il ghosting è tossico nei rapporti personali, lo è doppiamente nella politica”.
Un’immagine forte, che ha fotografato il giudizio della consigliera sull’atteggiamento di chi, pur facendo parte della maggioranza, continua a non presentarsi in aula. Secondo Ciafrei, non si può rimanere in una zona grigia permanente: o si sostiene con chiarezza l’azione di governo oppure si prende atto di una rottura politica.
La consigliera ha poi rincarato la dose, sostenendo che chi amministra non può rifugiarsi dietro richiami formali ai regolamenti o chiedere continuamente all’opposizione senso di responsabilità. “La responsabilità noi ce la siamo presa quando governavamo”, ha ricordato, rivendicando il lavoro svolto nella precedente esperienza amministrativa e invitando l’attuale maggioranza ad assumersi fino in fondo il peso delle proprie scelte.
Molto duro anche il giudizio sul metodo seguito durante la seduta: “Quello che è successo oggi, al netto delle regole che vi piacciono tanto, è svilente per la democrazia, è svilente per la discussione ed è svilente per la partecipazione pubblica”.
Ciafrei ha quindi lanciato un messaggio politico diretto ai consiglieri assenti e agli esponenti di governo non presenti in aula: basta nascondersi, basta rinviare, bisogna scegliere. “Se dovete andare a casa, andate a casa. Se dovete rimanere qua, fate il vostro lavoro per cui siete stati eletti”.
Il richiamo finale è stato altrettanto netto: “Non chiedete più all’opposizione di “reggere i numeri” per il bene della città, perché il bene della città – secondo la consigliera – passa prima di tutto dal rispetto delle istituzioni democratiche”.
A intervenire successivamente è stato anche l’ex sindaco e consigliere Pd Orlando Pocci, che ha riportato il dibattito sul valore del confronto tra le parti. Pocci ha rivendicato il contributo che l’opposizione può offrire sui provvedimenti, in positivo o in negativo, ma comunque utile a migliorare le decisioni dell’ente.
Con una punta di ironia, ha osservato che forse alla maggioranza servirebbe una presenza più numerosa dei propri consiglieri per evitare di dipendere ogni volta da equilibri incerti e da forze politiche di cui non si comprende più il ruolo. Poi la provocazione finale: se al prossimo Consiglio non dovesse presentarsi l’opposizione, la maggioranza potrebbe approvare tutto ancora più velocemente.
Sul piano strettamente regolamentare, alla seduta non sarebbero emerse irregolarità formali. Tuttavia, il punto sollevato dalle opposizioni riguarda il piano politico e istituzionale: il rispetto delle procedure non basta se viene meno il confronto sostanziale su temi centrali come il bilancio comunale.
Dai banchi della maggioranza non sono mancati alcuni interventi orientati a riportare serenità e a smorzare i toni, nel tentativo di proseguire i lavori. La discussione sul regolamento dei dehors è così andata avanti. Certamente il clima politico è tesissimo sia da una parte che dall’altra, una città come Velletri attende chiarezza perché attende concretezza. Possiamo soltanto attendere gli sviluppi.