Velletri, frana su via Circonvallazione Appia: il Comune fa il punto e difende le scelte fatte

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POLITICA – La situazione di Via Circonvallazione Appia, interessata dallo smottamento che ha portato alla chiusura dell’area con l’ordinanza urgente n.43 del 29 gennaio 2026, resta al centro dell’attenzione dell’Amministrazione comunale.

Il Comune riconosce i disagi che questa vicenda sta causando alla viabilità cittadina e soprattutto alle famiglie coinvolte direttamente, alle quali viene rinnovata vicinanza e ringraziamento per la collaborazione dimostrata in questi mesi.

Dall’emissione dell’ordinanza, spiegano da Palazzo Comunale, è iniziato un lavoro tecnico continuo e approfondito. I proprietari dell’immobile interessato si sono attivati tramite il proprio amministratore, incaricando un ingegnere e un geologo. Parallelamente, i tecnici comunali hanno seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione.

In questi mesi sono stati effettuati sopralluoghi, riunioni tecniche, carotaggi, prove sul terreno, analisi sul campo e verifiche di laboratorio. Accertamenti necessari per capire l’origine del problema e individuare una soluzione realmente efficace e sicura.

Proprio le indagini hanno evidenziato una situazione più complessa del previsto, rendendo indispensabili ulteriori approfondimenti. Per questo motivo il Comune rivendica una scelta precisa: puntare sulla sicurezza e non su interventi affrettati.

L’Amministrazione sottolinea che, diversamente da quanto avvenuto in passato in occasione di precedenti smottamenti, questa volta si vuole intervenire alla radice del problema per arrivare a una soluzione definitiva, evitando interventi temporanei destinati a riproporre le stesse criticità nel tempo.

Nel comunicato viene anche fatta chiarezza su alcune proposte alternative circolate. Secondo il Comune, ipotesi come la requisizione dell’area o l’esecuzione immediata dei lavori “in danno” non sarebbero applicabili in questo caso o comunque non rappresenterebbero scorciatoie rapide come qualcuno sostiene.

Nello specifico: L’ipotesi di un’esecuzione dei lavori in danno in cambio di una “cessione gratuita” dell’area è priva di qualsiasi fondamento normativo. Questo meccanismo, previsto dall’ordinamento per fattispecie completamente diverse (come la repressione di abusi edilizi, non può essere applicato a un’ordinanza di messa in sicurezza. Proporlo significa confondere istituti giuridici non assimilabili, dimostrando una non corretta conoscenza degli strumenti a disposizione dell’ente. La “requisizione” è uno strumento eccezionale che consente alla Pubblica Amministrazione di disporre di un bene privato per gravi ed urgenti necessità pubbliche (ad esempio, per usi militari o di protezione civile), non per imporre al proprietario l’esecuzione di lavori secondo i propri desiderata. Utilizzarla in questo contesto sarebbe un atto sproporzionato, non pertinente allo scopo e, pertanto, giuridicamente fragile e illegittimo. • Infine, l’esecuzione in danno non è una “soluzione” rapida e rappresenta l’estremo percorso. Tale procedura è attivabile solo a valle di un accertato e totale inadempimento del privato, che nel caso di specie non sussiste.

L’ente invita a evitare informazioni imprecise o allarmismi che rischiano solo di creare confusione, ricordando che i chiarimenti possono essere richiesti direttamente agli uffici competenti o al Sindaco.

Il Comune assicura infine che continuerà ad aggiornare la cittadinanza sugli sviluppi della vicenda, ribadendo che la priorità assoluta resta la tutela della sicurezza pubblica.

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