
ATTUALITÀ – Filcams Cgil, Spi Cgil e Cgil Roma Sud Pomezia Castelli hanno espresso forte preoccupazione per la cessazione del servizio di facilitazione digitale attivo negli ultimi due anni nei Castelli Romani attraverso la Fondazione Cultura Castelli Romani.
Il progetto, finanziato con la misura 1.7.2 del PNRR, aveva portato alla nascita di una rete di centri di facilitazione digitale distribuiti tra comuni e biblioteche del territorio. L’obiettivo era quello di aiutare i cittadini ad acquisire competenze digitali di base e ad accedere con maggiore facilità ai servizi online della Pubblica Amministrazione.
Secondo le organizzazioni sindacali, il servizio ha rappresentato in questi mesi un punto di riferimento concreto per migliaia di persone, offrendo assistenza personalizzata nell’utilizzo di strumenti ormai indispensabili come SPID, PagoPA, Fascicolo Sanitario Elettronico e altri servizi digitali sempre più centrali nella vita quotidiana.
Per i sindacati, la decisione di interrompere il progetto a causa della mancanza di ulteriori finanziamenti costituisce un grave passo indietro per tutto il territorio, soprattutto in una fase segnata dal crescente processo di digitalizzazione dei servizi pubblici e dal passaggio verso nuovi strumenti di identità digitale.
Particolare attenzione viene posta alle fasce più fragili della popolazione, come anziani, persone con scarse competenze informatiche e cittadini in difficoltà, che rischiano ora di rimanere nuovamente esclusi da servizi essenziali.
Alla preoccupazione sociale si aggiunge quella occupazionale. Le lavoratrici e i lavoratori impiegati nel progetto, infatti, si trovano senza occupazione, con il rischio di disperdere professionalità e competenze costruite negli anni.
Filcams Cgil, Spi Cgil e Camera del Lavoro di Roma Sud Pomezia Castelli hanno quindi chiesto a Regione Lazio, Comuni e soggetti attuatori di intervenire con urgenza per individuare soluzioni in grado di garantire la continuità del servizio e la tutela dei posti di lavoro.
Per le sigle sindacali, interrompere un progetto ritenuto utile e strategico proprio mentre cresce il bisogno di accompagnare cittadini e cittadine nella transizione digitale rappresenta una scelta non condivisibile. Hanno infine ricordato che il diritto di accesso ai servizi digitali è ormai parte integrante dei diritti di cittadinanza e che garantirlo significa non lasciare indietro nessuno.