Citofonate di controllo, kit per scasso e furti in serie: 12 arresti per furti tra Roma e Albano

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CRONACA – Citofonate per capire se c’è qualcuno in casa. Occhi puntati su finestre e balconi. Poi le serrature fotografate, studiate, pronte per il colpo. È così che si muovevano alcuni dei ladri fermati negli ultimi giorni dalla Polizia di Stato a Roma, al termine di una serie di operazioni che hanno portato a 12 arresti.

Nel quadrante di Piazza Bologna, la scena sembrava quasi studiata a tavolino: due uomini si aggiravano tra i palazzi facendo finta di nulla, ma in realtà stavano “mappando” gli appartamenti. Provavano i citofoni, osservavano i movimenti, si scambiavano informazioni tra più auto. Un lavoro silenzioso, passo dopo passo. Gli agenti li hanno fermati prima che entrassero in azione: con loro avevano un vero kit da scasso.

Stesso copione, ma obiettivo diverso, a Tor Bella Monaca. Qui nel mirino c’erano le auto. Tre ragazzi si muovevano tra i veicoli parcheggiati con gesti rapidi e ripetitivi, finché non trovavano quello giusto. A dare loro un vantaggio era un dispositivo “jammer”, capace di mandare in tilt le chiusure centralizzate. In pratica, auto chiuse che diventavano aperte senza lasciare segni. Anche in questo caso, la fuga è durata pochissimo.

Al Prenestino, invece, il furto era già avvenuto: una bici elettrica rubata e subito smontata pezzo per pezzo per farne perdere le tracce. Ma il GPS ha tradito il ladro, che è stato rintracciato e bloccato prima di completare il lavoro.

Più “artigianale”, ma non meno efficace, il sistema scoperto a Torre Angela: due uomini stavano rubando carburante direttamente dai serbatoi delle auto, con taniche e tubi. Un metodo semplice, interrotto sul nascere dalle Volanti.

E non finisce qui. Altri colpi – tra auto, negozi e supermercati – sono stati sventati o risolti tra Fidene, Mostacciano, Collatino e fino ad Albano Laziale, con altre quattro persone fermate anche per una rapina.

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