
POLITICA – L’europarlamentare Ignazio Roberto Marino ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea in merito alla procedura di gara per l’affidamento della concessione dell’impianto di termovalorizzazione a Santa Palomba, sollevando interrogativi sulla correttezza e sulla trasparenza del procedimento.
La gara, avviata da Roma Capitale con avviso pubblico del 16 novembre 2023, riguarda la progettazione, realizzazione e gestione di un impianto con una capacità di circa 600.000 tonnellate annue di rifiuti. L’affidamento è stato impostato attraverso lo strumento della finanza di progetto, ai sensi dell’articolo 183, comma 15, del decreto legislativo n. 50/2016, prevedendo per il promotore la possibilità di esercitare un diritto di prelazione.
Proprio questo aspetto è al centro delle criticità evidenziate da Marino. L’europarlamentare richiama infatti una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), che stabilisce come il diritto di prelazione riconosciuto al promotore possa risultare incompatibile con la normativa europea, in particolare con la direttiva 2014/23/UE sulle concessioni.
Alla luce di tale pronuncia, Marino ha chiesto alla Commissione europea di chiarire diversi punti fondamentali: il numero di operatori economici che hanno partecipato alla gara, se la previsione del diritto di prelazione abbia scoraggiato la partecipazione di altri soggetti, se la concessione sia stata effettivamente aggiudicata al promotore — individuato nel gruppo Acea — e, soprattutto, se l’intera procedura abbia prodotto effetti distorsivi sulla concorrenza.
L’interrogazione punta a verificare il rispetto dei principi europei di non discriminazione e parità di trattamento, cardini delle procedure pubbliche nell’Unione. La risposta della Commissione sarà determinante per comprendere se l’iter seguito da Roma Capitale sia conforme al diritto europeo o se possano emergere criticità tali da richiedere ulteriori interventi o verifiche.