CRONACA – Una bomba a mano ancora intatta, con tanto di spoletta, e altri residuati bellici nascosti nel bosco lungo la Via dei Laghi. Una scoperta che riporta indietro nel tempo di oltre ottant’anni e che ha fatto scattare un’immediata operazione di sicurezza tra Rocca di Papa e Nemi.
La segnalazione era arrivata tre giorni fa da un passante, che aveva notato tra la vegetazione alcuni oggetti sospetti. Questa mattina è scattato l’intervento coordinato dei Carabinieri della stazione di Nemi, guidati dal maresciallo Domenico De Rosa, insieme ai Guardiaparco dei Castelli, alla Croce Rossa Italiana – Comitato dei Comuni dell’Appia (sede di Marino), alla Polizia di Genzano e agli artificieri del Sesto Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito, provenienti da Roma-Cecchignola.
Gli specialisti hanno messo in sicurezza l’area e proceduto alla bonifica: gli ordigni, tra cui anche proiettili da mortaio, sono stati fatti brillare in una zona controllata del bosco, lontano da rischi per la popolazione. Per consentire le operazioni è stato necessario chiudere temporaneamente la Via dei Laghi, nel tratto tra Rocca di Papa e Nemi.
L’intervento ha permesso di ripristinare la sicurezza nell’area, ma le operazioni non sono concluse. Nei prossimi giorni, infatti, artificieri, forze dell’ordine e guardiaparco torneranno sul posto per ulteriori controlli tra fossi e boscaglia, alla ricerca di eventuali altri residuati.
Un episodio che ricorda quanto il territorio dei Castelli Romani sia stato segnato duramente dagli eventi del 1944, quando tra Nettuno, Anzio e l’area dei Castelli si combatterono violenti scontri dopo lo sbarco alleato.
L’appello resta sempre lo stesso: questi ordigni, anche a distanza di decenni, possono essere ancora estremamente pericolosi. In caso di ritrovamento, non devono mai essere toccati o spostati, ma è fondamentale contattare immediatamente le forze dell’ordine al numero unico di emergenza 112.
