POLITICA – Si accendono i riflettori sull’inceneritore previsto a Santa Palomba, dopo l’avvio di un’indagine da parte della Corte dei Conti. Un’iniziativa accolta come un segnale importante da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Adriano Zuccalà, che torna a sollevare dubbi su un progetto ritenuto critico sotto diversi aspetti.
Al centro delle contestazioni, in particolare, la vendita del terreno destinato all’impianto, che secondo quanto denunciato sarebbe avvenuta a un valore raddoppiato. Un’operazione che, per Zuccalà, rappresenta solo una delle numerose zone d’ombra che caratterizzano l’intero iter.
“È necessario fare piena chiarezza su una vicenda che presenta troppi punti oscuri”, dichiara il consigliere, sottolineando come la trasparenza e la tutela dell’interesse pubblico debbano essere prioritarie rispetto a qualsiasi scelta infrastrutturale.
Le critiche riguardano anche l’impatto a lungo termine dell’impianto: si parla di un orizzonte di 30 anni di incenerimento, con un flusso quotidiano di circa 2mila tonnellate di rifiuti e il transito continuo di mezzi pesanti, stimati in circa 100 camion al giorno lungo arterie come via Ardeatina e via Cancelliera.
Secondo il Movimento 5 Stelle, insieme ai comitati e alle associazioni del territorio, il progetto rappresenterebbe un modello ormai superato, con pesanti ricadute su ambiente e qualità della vita dei cittadini. “Non è sviluppo, ma un sistema che penalizza il territorio”, viene ribadito.
Zuccalà invita quindi il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a fermare l’iter dell’opera, definita “un macigno sul futuro della Regione Lazio” e “un regalo alla lobby dei rifiuti”.
