«Con questo atto ho chiesto al Presidente della Regione e agli assessori e alle assessore competenti di chiarire su quali basi sia stata concessa una deroga a un Piano di una Riserva naturale, che per sua natura dovrebbe essere tutelata e non sacrificata. La legge prevede che queste deroghe siano possibili solo in presenza di ragioni di urgenza e indifferibilità, ed è quindi necessario sapere come questi requisiti siano stati motivati nel caso della costruzione di un nuovo edificio destinato a uffici ministeriali».
«È fondamentale sapere – prosegue Zeppieri – se siano stati forniti studi di fabbisogno, dati e documenti che giustifichino davvero la necessità di consumare nuovo suolo, e quali verifiche ambientali siano state effettuate. Parliamo di un’area protetta, habitat di specie animali e vegetali di grande valore naturalistico, e non è accettabile che si proceda senza la massima trasparenza e senza una valutazione rigorosa degli impatti».
«Il punto è anche politico: l’ambientalismo non può essere praticato a fasi alterne. Non si può parlare di emergenza climatica e di tutela della biodiversità e poi autorizzare nuovo consumo di suolo proprio dentro una Riserva naturale. Il consumo di suolo zero deve essere un obiettivo reale e condiviso, da portare avanti insieme, tutte le istituzioni e la cittadinanza».
«Il I Municipio e la cittadinanza hanno in più occasioni espresso la loro contrarietà e si sono mobilitate – sottolinea la consigliera –. Quelle voci devono essere ascoltate, non ignorate. Difendere il pratone di Monte Mario significa difendere un bene comune, un patrimonio ambientale che appartiene a tutte e tutti».
«Per questo – conclude Zeppieri – chiediamo chiarezza, responsabilità e coerenza. Le aree protette non possono diventare territori sacrificabili. La tutela dell’ambiente deve essere una priorità concreta e non solo una dichiarazione di principio».
