Ampliamento Città Giudiziaria di Roma: per la Consigliera regionale Zeppieri le aree protette non sono sacrificabili

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POLITICA –  La consigliera regionale del Lazio Alessandra Zeppieri (Sinistra Italiana) ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente della Regione e agli assessori e alle assessore competenti in merito alla deroga concessa al Piano della Riserva naturale di Monte Mario per consentire l’ampliamento della Città Giudiziaria di Piazzale Clodio, con la prevista edificazione nell’area del cosiddetto “pratone”.

«Con questo atto ho chiesto al Presidente della Regione e agli assessori e alle assessore competenti di chiarire su quali basi sia stata concessa una deroga a un Piano di una Riserva naturale, che per sua natura dovrebbe essere tutelata e non sacrificata. La legge prevede che queste deroghe siano possibili solo in presenza di ragioni di urgenza e indifferibilità, ed è quindi necessario sapere come questi requisiti siano stati motivati nel caso della costruzione di un nuovo edificio destinato a uffici ministeriali».

«È fondamentale sapere – prosegue Zeppieri – se siano stati forniti studi di fabbisogno, dati e documenti che giustifichino davvero la necessità di consumare nuovo suolo, e quali verifiche ambientali siano state effettuate. Parliamo di un’area protetta, habitat di specie animali e vegetali di grande valore naturalistico, e non è accettabile che si proceda senza la massima trasparenza e senza una valutazione rigorosa degli impatti».

«Il punto è anche politico: l’ambientalismo non può essere praticato a fasi alterne. Non si può parlare di emergenza climatica e di tutela della biodiversità e poi autorizzare nuovo consumo di suolo proprio dentro una Riserva naturale. Il consumo di suolo zero deve essere un obiettivo reale e condiviso, da portare avanti insieme, tutte le istituzioni e la cittadinanza».

«Il I Municipio e la cittadinanza hanno in più occasioni espresso la loro contrarietà e si sono mobilitate – sottolinea la consigliera –. Quelle voci devono essere ascoltate, non ignorate. Difendere il pratone di Monte Mario significa difendere un bene comune, un patrimonio ambientale che appartiene a tutte e tutti».

«Per questo – conclude Zeppieri – chiediamo chiarezza, responsabilità e coerenza. Le aree protette non possono diventare territori sacrificabili. La tutela dell’ambiente deve essere una priorità concreta e non solo una dichiarazione di principio».

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