Ospedale di Velletri, chiuso il day hospital di Ematologia: la denuncia social dello scrittore Paolo Angeloni

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ATTUALITÀ – C’è un’immagine semplice e potente che descrive meglio di qualsiasi dato lo stato dell’Ospedale di Velletri: una collana di perle che, una alla volta, perde i suoi elementi più preziosi. A usarla è lo scrittore veliterno Paolo Angeloni, che con parole pacate sul suo profilo social racconta il depotenziamento di un presidio sanitario fondamentale per il territorio.

Dopo il trasferimento del servizio trasfusionale (SIMT) al NOC, avvenuto all’inizio del 2024, è toccato al Day Hospital di Ematologia, storicamente annesso al centro immunotrasfusionale. Dallo scorso gennaio, all’esterno dei locali rimane solo un cartello: gli operatori sanitari sono stati spostati altrove, così come i pazienti.

Non si effettuano più ricoveri in day hospital, né trattamenti terapeutici, salassi o infusioni. Un servizio essenziale è stato semplicemente cancellato.

Lo scrittore Paolo Angeloni

Come racconta Paolo Angeloni, dietro quelle porte chiuse non c’erano solo prestazioni sanitarie, ma relazioni umane, continuità di cura, familiarità. Pazienti che negli anni avevano imparato a conoscersi, a chiamarsi per nome, a condividere l’attesa di un emocromo che decideva se e quando sottoporsi a un trattamento. Un ambiente che, pur nella difficoltà della malattia, era diventato un punto di riferimento.

Angeloni non metterebbe in discussione le decisioni dei manager dell’ASL Roma 6 male conseguenze sono chiare e concrete: trasferte periodiche, disagi, spostamenti verso il NOC per i “più fortunati”, o addirittura verso Tor Vergata per altri. Chilometri in più, tempo, fatica, costi. Tutto sulle spalle dei pazienti.

Il 31 dicembre è stato un saluto silenzioso. Oggi resta solo un cartello fuori dalla porta e la sensazione che, ancora una volta, un pezzo di sanità pubblica locale sia stato sottratto senza un vero confronto pubblico, senza spiegazioni chiare alla comunità.

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