ATTUALITÀ – Negli ultimi anni fare la spesa è diventato sempre più caro per milioni di famiglie italiane. Non si tratta solo di una sensazione: i dati ufficiali confermano che i prezzi dei prodotti alimentari nella grande distribuzione sono aumentati molto più dell’inflazione generale.
Secondo le rilevazioni basate su dati ISTAT, tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei beni alimentari sono cresciuti di circa il 25%, mentre l’inflazione complessiva nello stesso periodo si è fermata intorno al 17%. Questo significa che pane, pasta, latte, carne e altri beni di prima necessità hanno subito rincari nettamente superiori alla media dei prezzi al consumo.
La spesa alimentare rappresenta una quota molto rilevante del bilancio familiare, soprattutto per chi ha redditi medio-bassi. Quando i prezzi dei beni essenziali crescono più rapidamente degli stipendi, il potere d’acquisto si riduce, costringendo molte famiglie a cambiare abitudini, rinunciare alla qualità o ridurre le quantità acquistate.
Di fronte a questi dati, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato un’indagine conoscitiva sul funzionamento della grande distribuzione organizzata (GDO). L’obiettivo è capire come si formano i prezzi lungo la filiera, dal produttore agricolo fino allo scaffale del supermercato.
• il potere contrattuale delle grandi catene nei confronti dei fornitori;
• l’evoluzione dei margini di profitto nella distribuzione;
• il ruolo crescente delle marche del distributore (private label), che spesso garantiscono prezzi più bassi ma concentrano ulteriormente il controllo del mercato nelle mani della GDO.
Un altro elemento che colpisce è la discrepanza tra i dati macroeconomici e l’esperienza quotidiana dei consumatori. Anche quando l’inflazione rallenta, i prezzi sugli scaffali faticano a scendere, restando stabilmente più alti rispetto al periodo pre-2021. Questo alimenta la percezione – sempre più diffusa – che il caro spesa sia diventato strutturale.
Il tema dell’aumento dei prezzi nella grande distribuzione non è solo economico, ma anche sociale. Riguarda l’accesso al cibo, la qualità dell’alimentazione e le disuguaglianze. L’indagine dell’Antitrust potrebbe fare luce su eventuali distorsioni del mercato, ma nel frattempo il caro spesa resta una delle principali preoccupazioni degli italiani.
