POLITICA – È stato inaugurato ieri mattina il nuovo progetto Housing First del Distretto Socio-Sanitario RM 6.3, alla presenza delle istituzioni dei Comuni di Marino e Ciampino.
La struttura, completamente rinnovata, nasce per offrire alloggi abitativi emergenziali temporanei a persone che vivono in condizioni di grave vulnerabilità sociale.
L’intervento riguarda un immobile situato nel Comune di Marino, confiscato alla mafia, che oggi viene restituito alla comunità con una nuova funzione sociale. La struttura rappresenta uno strumento fondamentale per garantire un’accoglienza immediata e dignitosa, affiancata da percorsi personalizzati di sostegno finalizzati al recupero dell’autonomia individuale e all’inserimento sociale, grazie anche alla collaborazione con il Programma Integra e il Centro per l’Autonomia Michele Iacontino.
Il progetto è stato realizzato grazie ai finanziamenti del PNRR – NextGenerationEU, ottenuti dal Distretto RM 6.3 attraverso il bando del 2022, nell’ambito della Missione “Inclusione e coesione”, Componente “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, investimento “Housing First e stazioni di posta”. Le risorse hanno permesso la completa ristrutturazione dell’immobile e la realizzazione di alloggi “ponte”, offrendo risposte concrete a persone senza dimora o in situazioni di emergenza abitativa.
«Abbiamo fatto un passo importante e siamo davvero soddisfatti perché possiamo finalmente dare supporto e accoglienza a chi non ha prospettive per il domani – hanno dichiarato i sindaci di Marino, Stefano Cecchi, e di Ciampino, Emanuela Colella –. Con questo progetto vogliamo restituire dignità a chi vive condizioni di estrema fragilità. Una casa è il primo mattone su cui ricostruire una vita fatta di diritti, sicurezza e nuove opportunità».
Anche gli assessori ai Servizi Sociali dei due Comuni, Sabrina Minucci e Alessandra Mantuano, hanno sottolineato il valore della sinergia istituzionale: «Questo traguardo è il risultato del lavoro condiviso del distretto socio-sanitario. Non ci limitiamo a garantire un tetto, ma accompagniamo ogni persona in un percorso di rinascita, favorendo il recupero dell’autonomia e della fiducia nel futuro. Questo progetto dimostra come le politiche sociali possano davvero trasformare la vita delle persone».
