POLITICA – Il Comune di Genzano di Roma ha voluto chiarire la propria posizione in merito alla richiesta presentata da Iliad Italia S.p.A. per l’installazione di un impianto di telefonia mobile presso Palazzo Sforza Cesarini. L’Amministrazione ha precisato che il procedimento è ancora in corso e che non è stata presa alcuna decisione definitiva.
Secondo quanto comunicato, l’obiettivo principale del Comune è garantire che ogni eventuale installazione avvenga sotto il controllo pubblico, evitando che, in assenza di una pianificazione comunale, le società di telecomunicazioni possano scegliere autonomamente siti privati o più visibili, con un maggiore impatto sul paesaggio urbano.
Dal punto di vista tecnico, la documentazione presentata da Iliad prevede la collocazione di tre piccole antenne e due parabole in spazi interni o schermati del Palazzo, non visibili dall’esterno e senza alcuna modifica delle strutture storiche o decorative. L’impatto visivo sarebbe, dunque, quasi nullo.
Fonti comunali ricordano inoltre che installazioni analoghe sono già presenti in diversi centri storici italiani, anche in edifici di pregio architettonico come quelli di Roma, Firenze, Bologna, Torino e Verona, dove la modernizzazione delle reti mobili è stata gestita con equilibrio e rispetto per il patrimonio.
L’Amministrazione ha voluto respingere le polemiche emerse negli ultimi giorni, definite “strumentali”, e ha ribadito che ogni valutazione sarà basata su dati tecnici, pareri qualificati e momenti di confronto pubblico. L’intenzione dichiarata è quella di unire innovazione e tutela, promuovendo lo sviluppo tecnologico senza compromettere il valore storico e culturale dei luoghi.
Il Comune ha inoltre ricordato che la connettività rappresenta oggi un servizio essenziale, legato alla qualità della vita, alla competitività delle imprese e all’accesso ai servizi digitali. In questa prospettiva, l’Amministrazione rivendica gli investimenti già realizzati per migliorare la rete in fibra ottica e la copertura mobile sul territorio.
Al termine delle verifiche tecniche e dei pareri previsti per legge, verrà aperta una fase di consultazione pubblica per garantire la massima trasparenza e permettere ai cittadini e alle associazioni di esprimere il proprio punto di vista.
Dal Comune arriva infine un messaggio chiaro: solo attraverso un confronto informato e privo di allarmismi sarà possibile prendere una decisione condivisa, capace di coniugare la tutela del patrimonio con le esigenze di innovazione.
