Albano Laziale, parere negativo sul termovalorizzatore di Santa Palomba: “Progetto carente e in conflitto con le norme ambientali”

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ATTUALITÀ – Il Comune di Albano Laziale ha espresso un parere fortemente negativo sul progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, denominato “Parco delle Risorse Circolari”, promosso dal Commissario Straordinario per i rifiuti di Roma Capitale.

Nel documento ufficiale del 14 ottobre 2025, l’amministrazione evidenzia gravi carenze tecniche, procedurali e ambientali, oltre a presunti conflitti di interesse nella gestione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Secondo il Comune, la documentazione presentata è incompleta e non rispetta i requisiti minimi previsti dalla normativa europea e nazionale. Mancano approfondimenti su alternative di localizzazione, studio del traffico, consumi idrici, tutela sanitaria e impatti cumulativi.

Particolare preoccupazione viene espressa per la vicinanza alla discarica di Roncigliano, area già classificata come a rischio ambientale, e per la mancata redazione di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) autonoma richiesta da ASL e Regione.

Il documento denuncia inoltre un “triplice conflitto di interessi” del Commissario Straordinario, che rivestirebbe contemporaneamente i ruoli di autorità autorizzante, committente e azionista di Acea, società proponente attraverso Acea Ambiente. Tale situazione, secondo il Comune, viola la giurisprudenza europea sulla necessaria separazione delle funzioni.

Albano segnala infine criticità su risorse idriche, deviazione del Fosso della Cancelliera, studio del traffico e teleriscaldamento, ritenuto antieconomico e insostenibile.

“Un impianto di tale portata – si legge nel documento – non può essere autorizzato in un territorio già compromesso da criticità ambientali e sanitarie. Prima di costruire, occorre bonificare e proteggere.”

Il Comune ha quindi formalizzato un parere contrario alla realizzazione del progetto, chiedendo la sospensione del procedimento e l’annullamento degli atti ritenuti in contrasto con le normative ambientali e costituzionali vigenti.

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